Sei quasi al traguardo e una domanda inizia a farsi insistente: come si arriva a quel numero finale che verrà stampato sulla pergamena? Se ci pensi bene, il voto di laurea non è il risultato di un singolo evento, ma la somma di una vera e propria maratona accademica. È il frutto di ogni esame che hai superato e dello sprint finale con la tua tesi.
📋 IN BREVE
In questo articolo scoprirai:
- Il metodo preciso per calcolare la tua media ponderata e il voto di partenza.
- Quanti punti puoi realisticamente ottenere con il tuo elaborato finale e i criteri usati dalla commissione.
- I requisiti effettivi per puntare alla lode e ad altre menzioni d'onore.
- Una checklist strategica per massimizzare il tuo punteggio, fin dal primo anno.
⏱️ Tempo di lettura: 12 minuti
Alla fine avrai tutto quello che serve per calcolare il tuo voto e pianificare la strategia migliore per raggiungere l'obiettivo che ti sei prefissato.
Perché capire il meccanismo è fondamentale
Capire come viene calcolato il voto di laurea ti dà un controllo sul tuo successo molto più grande di quanto immagini. Non è solo una questione di matematica, ma di strategia. Sapere quali esami "pesano" di più sul totale, quante possibilità reali hai con la discussione e quali sono le regole specifiche del tuo ateneo fa un'enorme differenza.
Avere una visione chiara del traguardo ti consente di pianificare la corsa. Non lasciare che il tuo voto finale sia una sorpresa; rendilo il risultato di un piano ben eseguito.
Questa consapevolezza ti aiuta a prendere decisioni più informate lungo tutto il percorso, come per esempio quando ti trovi a dover decidere se accettare o rifiutare un voto. E, naturalmente, rende la discussione della tesi un momento ancora più strategico. Se vuoi approfondire come prepararti al meglio, ti consigliamo di leggere la nostra guida completa alla discussione della tesi di laurea.
Negli ultimi anni, tra l'altro, la competizione accademica è cresciuta. Secondo il recente Rapporto AlmaLaurea, il voto medio di laurea in Italia è salito a 103,8 su 110, un bel balzo rispetto ai 102,2 del 2014. Esistono anche differenze a livello regionale: in Lombardia ed Emilia-Romagna le medie superano spesso i 105, mentre al Sud si attestano su valori leggermente più bassi. Questi dati non solo mostrano un miglioramento generale, ma sottolineano quanto sia diventato importante puntare a un risultato eccellente. Per approfondire queste tendenze, puoi consultare i dati dettagliati del rapporto annuale.
Calcolare la media ponderata: il cuore del tuo punteggio
Molti studenti pensano che la media dei voti sia una semplice operazione matematica: somma dei voti diviso il numero di esami. La realtà, però, è un po' più complessa e, per certi versi, più giusta. Il vero motore del tuo voto di laurea è la media ponderata, un sistema che dà a ogni esame il peso che merita. Capire come funziona è il primo, fondamentale passo per prendere in mano le redini del tuo percorso e puntare al massimo.
Pensa a ogni esame come a un mattone per costruire la tua laurea. Un esame da 12 CFU (Crediti Formativi Universitari) è un mattone bello grosso e pesante, mentre uno da 6 CFU è più piccolo e leggero. La media ponderata, a differenza di quella aritmetica, riconosce questa differenza: gli esami che ti hanno richiesto più impegno (e che quindi valgono più crediti) avranno un impatto maggiore sul risultato finale. È un meccanismo pensato per valorizzare i tuoi sforzi più grandi.
La formula per non sbagliare
Anche se a prima vista può spaventare, la logica dietro al calcolo è piuttosto intuitiva. La formula per calcolare la tua media ponderata è questa:
Media Ponderata = Somma di (Voto di ogni esame × CFU dell'esame) / Somma totale dei CFU
In parole povere: per ogni esame, moltiplichi il voto che hai preso per il numero di CFU corrispondenti. Poi sommi tutti questi risultati e, alla fine, dividi questa grande somma per il numero totale di crediti che hai messo insieme.
Questo schema ti aiuta a visualizzare il percorso: la media ponderata è la base di tutto, su cui poi si andrà a innestare il punteggio della tesi.

Come vedi, tutto parte da lì. Una base solida ti mette nelle condizioni migliori per il gran finale.
Esempio pratico di calcolo della media ponderata
Rendiamo le cose ancora più concrete. Ecco un esempio pratico che simula il calcolo per un piano di studi, mostrando come il 'peso' dei CFU influenzi il risultato finale.
| Esame | Voto (V) | CFU (C) | Prodotto (Voto x CFU) |
|---|---|---|---|
| Diritto Privato | 28 | 12 | 336 |
| Economia Politica | 25 | 9 | 225 |
| Storia del Diritto | 30 | 6 | 180 |
| Diritto Costituzionale | 26 | 9 | 234 |
| Totali | 36 | 975 |
Per ottenere la media ponderata, seguiamo questi passaggi:
- Somma dei prodotti (Voto × CFU): 336 + 225 + 180 + 234 = 975
- Somma totale dei CFU: 12 + 9 + 6 + 9 = 36
- Calcolo finale: 975 / 36 = 27,08
In questo scenario, la tua media ponderata è 27,08. Noti qualcosa? Il 28 preso in Diritto Privato (12 CFU) ha "pesato" molto di più del 30 in Storia del Diritto (6 CFU). Questa è un'informazione strategica potentissima: sapere quali esami hanno più CFU ti aiuta a decidere dove concentrare le energie, un pilastro di qualsiasi metodo di studio universitario efficace.
Come gestire 30 e lode e idoneità
Ci sono poi un paio di casi particolari che spesso generano confusione. Facciamo chiarezza, in linea con le normative accademiche italiane.
30 e Lode: Come viene conteggiato? Nella stragrande maggioranza degli atenei, ai fini del calcolo della media, un 30 e lode vale semplicemente 30. Non alza la media aritmetica, ma ha un enorme valore qualitativo. Un buon numero di lodi sul curriculum è il biglietto da visita che la commissione esamina per decidere se concedere la lode finale.
Idoneità e Tirocini: Le attività che non prevedono un voto in trentesimi, come le "idoneità" (per la lingua inglese, ad esempio) o i tirocini, di norma non entrano nel calcolo. I loro CFU contano per raggiungere la soglia necessaria per laurearsi, ma non avendo un voto numerico non influenzano la media.
💡 Consiglio Tesify: Dai sempre un'occhiata al regolamento didattico del tuo corso di laurea. Ogni università può avere delle piccole differenze, quindi una verifica in più sul sito del tuo ateneo non fa mai male. La trasparenza è un tuo diritto.
In sintesi, per calcolare la tua media ponderata devi:
- Reperire il voto e i CFU per ogni esame superato.
- Moltiplicare il voto di ciascun esame per i suoi CFU.
- Sommare tutti i valori ottenuti.
- Dividere il risultato finale per il totale dei CFU acquisiti tramite esami con voto.
Da media ponderata a voto di partenza: la conversione in 110esimi
Bene, ora hai in mano un numero preciso: la tua media ponderata, magari un 27,08. Cosa te ne fai? È il momento di compiere il passo successivo, quello che trasforma questo dato nel numero che la commissione di laurea vedrà stampato il giorno della discussione. Si tratta di una semplice operazione matematica per entrare nella scala a cui tutti puntano, quella dei centodecimi.
Considera questo calcolo come la tua vera base di partenza per il voto di laurea, il trampolino da cui spiccare il volo grazie ai punti che otterrai con la tesi. Per fortuna, quasi tutte le università italiane seguono la stessa, identica formula.
La formula per arrivare ai centodecimi
Per tradurre la tua media ponderata (in trentesimi) nel suo corrispettivo in centodecimi, la formula da applicare è una sola:
Voto di partenza = (Media Ponderata / 30) × 110
In pratica, questa formula non fa altro che "scalare" il tuo punteggio in modo proporzionale, trasportandolo dal sistema a 30 punti a quello a 110. È il metodo standard che garantisce un criterio di valutazione omogeneo in tutto il panorama accademico italiano.
Facciamo un paio di esempi per capire subito come funziona.
Scenario 1: Hai una media del 26
- (26 / 30) × 110 = 0,8666… × 110 = 95,33
- Come vedi, un'ottima media del 26 si traduce in una base di partenza che supera già i 95 punti.
Scenario 2: Hai una media del 28
- (28 / 30) × 110 = 0,9333… × 110 = 102,66
- Con una media del 28, parti già da una base solida sopra il 102. Un traguardo importantissimo è già nel mirino.
L'arrotondamento: un dettaglio che può fare la differenza
Il calcolo ti ha restituito un numero con la virgola, come 95,33 o 102,66. E ora? Quel numero non sarà ancora il tuo punto di partenza ufficiale, perché prima verrà arrotondato secondo le regole specifiche del tuo ateneo. E ti assicuriamo che queste regole contano, eccome.
Le università seguono principalmente due strade:
- Arrotondamento per difetto (o troncamento): Molti atenei, come l'Università di Bologna o La Sapienza di Roma, semplicemente "tagliano via" i decimali. In questo caso, sia un 95,33 che un 95,99 diventano un 95 secco.
- Arrotondamento matematico (o per eccesso): Altre università, come l'Università di Padova, applicano l'arrotondamento classico. Se il primo decimale è uguale o superiore a 5, si arrotonda all'intero successivo. Quindi, un 95,49 diventa 95, ma un 95,50 scatta a 96.
Andare a scovare la regola esatta del tuo corso di laurea è un passaggio cruciale. Un punto in più o in meno sulla base di partenza può cambiare completamente la strategia per la tesi, soprattutto se il tuo obiettivo è superare soglie come il 100 o il tanto desiderato 110.
In sintesi, per conoscere il tuo punto di partenza:
- Per convertire la tua media in centodecimi, la formula è: (Media Ponderata / 30) × 110.
- Il risultato che ottieni è la tua base di calcolo.
- Controlla sempre il regolamento del tuo ateneo per le regole di arrotondamento.
- Conoscere la tua base di partenza esatta ti permette di calcolare con precisione quanti punti tesi ti servono.
Come guadagnare punti con la tesi di laurea
Perfetto, adesso hai un numero in mano: la tua media di partenza. Ma la partita non è affatto finita, anzi. Ora inizia la parte più strategica, quella dove puoi davvero fare la differenza. La tesi non è solo l'ultimo obbligo burocratico da sbrigare; è la tua più grande occasione per alzare il voto di laurea finale.
Pensa all'elaborato finale come a un trampolino. A seconda del tipo di tesi che sceglierai e dell'impegno che ci metterai, la spinta che riceverai potrà essere molto diversa.

È proprio in questo momento che la qualità della tua ricerca si trasforma in punti concreti. Vediamo insieme come puoi sfruttare al massimo questa opportunità.
Quanti punti vale la tesi di laurea
Il punteggio che la commissione assegna alla tesi non è mai casuale. Viene stabilito dai regolamenti didattici di ogni corso di laurea e cambia parecchio in base alla complessità del lavoro. La prima grande differenza, quasi ovunque, è tra tesi compilativa e tesi sperimentale.
- Tesi compilativa: Il tuo lavoro consiste nel rielaborare in modo critico le fonti esistenti su un argomento. È un'analisi e una sintesi della letteratura accademica. In genere, una tesi compilativa ben fatta può farti guadagnare da 2 a 5 punti.
- Tesi sperimentale (o di ricerca): Qui le cose si fanno più complesse. Questo tipo di tesi richiede un contributo originale: raccogliere e analizzare dati inediti, sviluppare un progetto, condurre un esperimento. L'impegno è maggiore e, di conseguenza, anche il punteggio: di solito si parla di un intervallo tra 6 e 10 punti, a volte anche di più in facoltà come Ingegneria o Medicina.
Capire questa distinzione è il primo passo strategico. Se parti da una media alta e ti mancano pochi decimi per raggiungere il tuo obiettivo, una tesi compilativa solida potrebbe bastare. Se invece hai bisogno di una spinta più decisa, devi quasi per forza puntare a un lavoro di ricerca.
I criteri di valutazione della commissione
Quando la commissione si riunisce per decidere il tuo voto, non si limita a dare un'occhiata all'indice. La valutazione si basa su criteri molto precisi, che toccano sia il testo scritto sia la tua esposizione orale.
Ecco su cosa si concentreranno per assegnarti i punti:
- Originalità e rilevanza dell'argomento: Un tema innovativo, o un argomento noto affrontato da una prospettiva nuova, fa sempre un'ottima impressione.
- Rigore metodologico: La commissione analizzerà la solidità e la coerenza del metodo di ricerca che hai usato, che sia qualitativo, quantitativo o puramente teorico.
- Qualità della bibliografia: Una bibliografia ricca, aggiornata e pertinente dimostra che hai approfondito l'argomento e sai come muoverti nel dibattito scientifico.
- Chiarezza espositiva e cura formale: Un testo scritto bene, scorrevole, senza refusi e impaginato con ordine è il miglior biglietto da visita per il tuo lavoro di ricerca.
- Efficacia della discussione orale: La capacità di presentare i punti chiave della tesi in modo sintetico e sicuro, rispondendo con prontezza alle domande, è la ciliegina sulla torta che può garantirti quel punto in più.
Per un approfondimento su come orchestrare un lavoro impeccabile, la nostra guida su come fare una tesi di laurea può darti una mano a curare tutti questi aspetti.
💡 Consiglio Tesify: La bibliografia è una delle fondamenta della tua tesi. Per costruire una base solida che impressioni la commissione, una ricerca su Google non basta. La Ricerca Bibliografica di Tesify è pensata proprio per questo: ti aiuta a scovare fonti accademiche autorevoli e pertinenti dai database scientifici, un dettaglio che fa la differenza tra un buon lavoro e un elaborato finale che punta al massimo.
In sintesi, per massimizzare il punteggio della tesi:
- Valuta se ti serve una tesi compilativa o sperimentale, in base alla tua media di partenza.
- Scegli un argomento originale e ben definito insieme al tuo relatore.
- Costruisci una bibliografia solida e aggiornata, usando strumenti di ricerca accademica.
- Cura la scrittura e la formattazione per garantire chiarezza e professionalità.
- Prepara una presentazione orale efficace per valorizzare al meglio il tuo lavoro.
L'obiettivo lode: come si ottiene e quali sono le menzioni speciali
Arrivare al fatidico 110 è un traguardo incredibile, il giusto premio dopo anni di studio e notti insonni. Ma cosa ci vuole per aggiungere a quel numero la prestigiosa "lode"? Qui entriamo in un campo in cui le regole non scritte pesano tanto quanto quelle ufficiali.
Partiamo da un presupposto fondamentale, spesso frainteso: superare la soglia del 110 con i punti della tesi non garantisce in automatico la lode. La decisione finale spetta sempre e solo alla commissione di laurea, che la concede all'unanimità come riconoscimento per un percorso accademico davvero impeccabile.
I requisiti (non scritti) per la lode
Anche se ogni università ha le sue consuetudini, esistono dei presupposti che quasi ogni commissione si aspetta per poter anche solo considerare la lode. Non è una questione puramente matematica, ma una valutazione complessiva del tuo percorso.
Ecco le condizioni più comuni:
- Una media di partenza altissima: Per puntare alla lode, il tuo voto di partenza, già convertito in centodecimi, deve essere molto vicino al massimo. Molti atenei, come l'Università di Milano o quella di Torino, richiedono una base di almeno 104 o 105 punti.
- Un percorso accademico brillante: Avere diversi "30 e lode" sul libretto è un segnale potentissimo. Anche se non alzano la media numerica, dimostrano una costanza e una qualità di rendimento fuori dal comune, e la commissione ne terrà conto.
- Una tesi considerata eccezionale: Questo è il punto cruciale. Il tuo lavoro di tesi deve spiccare per originalità, rigore metodologico e qualità dell'analisi. Non basta fare un buon lavoro, serve un elaborato che colpisca la commissione e che il tuo stesso relatore presenti con grande convinzione.
In un mercato del lavoro sempre più competitivo, sapersi distinguere è tutto. L'Italia ha visto un'impennata di laureati, passati da circa 170.000 nel 2001 a oltre 410.000 oggi, ma resta ancora indietro in Europa per numero di giovani con un titolo di studio terziario. Come sottolineano recenti analisi, in uno scenario così affollato, un voto di laurea eccellente, magari con lode, diventa un fattore chiave per emergere. Per approfondire, puoi dare un'occhiata ai dati sul boom di laureati in Italia.
Menzione d'onore e dignità di stampa: il livello successivo
Oltre alla lode, esistono riconoscimenti ancora più rari, riservati a un numero ristrettissimo di tesi che dimostrano un potenziale scientifico fuori dal comune. Stiamo parlando della menzione d'onore e della dignità di stampa.
- Menzione d'onore: È un riconoscimento speciale che alcune università assegnano a tesi che, oltre a meritare la lode, brillano per elementi di particolare pregio e originalità. Di solito viene proposta dal relatore e deve essere approvata all'unanimità dalla commissione.
- Dignità di stampa: Questo è il massimo onore accademico che una tesi di laurea possa ricevere. Viene concessa quando il lavoro è ritenuto così innovativo e rigoroso da avere un valore scientifico degno di essere pubblicato. In pratica, è l'ateneo stesso a certificare che la tua tesi merita di diventare una pubblicazione a tutti gli effetti.
Puntare a questi traguardi richiede una visione strategica fin dall'inizio, scegliendo un argomento di ricerca di frontiera e un relatore capace di guidarti in un percorso di altissimo profilo.
Se senti di aver bisogno di un supporto per strutturare un lavoro di questa portata, sappi che esistono strumenti pensati proprio per questo. Un aiuto per la tesi di laurea come quello offerto da piattaforme specializzate può fare la differenza nel gestire la complessità di una ricerca così ambiziosa, sempre nel pieno rispetto dell'etica e delle normative accademiche.
In sintesi, per puntare ai massimi riconoscimenti:
- Assicurati di avere una media di partenza molto alta.
- Colleziona diverse lodi durante gli esami.
- Concorda con il relatore una tesi di ricerca su un tema innovativo.
- Scrivi un elaborato eccezionale per rigore e originalità.
- Prepara una discussione impeccabile per valorizzare al massimo il tuo lavoro.
I passi pratici per puntare a un voto di laurea eccellente
Dopo aver sviscerato la teoria dietro al calcolo del voto di laurea, è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e passare all'azione. Considera questa sezione come la tua mappa strategica, una checklist di mosse concrete da giocare, dal primo giorno di università fino alla discussione finale. L'obiettivo? Arrivare al traguardo senza lasciare nulla al caso, con la massima consapevolezza del tuo potenziale.
Prima fase: gestire gli esami con strategia
Il cammino verso un voto di laurea brillante inizia molto prima di pensare alla tesi. La tua carriera accademica è il primo, fondamentale, campo di battaglia.
- Tieni sempre d'occhio la tua media ponderata dopo ogni sessione. Un semplice foglio di calcolo o un'app possono bastare per monitorare il tuo andamento. Questa consapevolezza è oro: ti permette di aggiustare il tiro.
- Individua gli esami con più CFU e dedicali la massima attenzione. Un 30 in un esame da 12 crediti ha un peso specifico ben diverso da un 30 in uno da 6. Concentra le energie dove il risultato conta di più.
- Valuta se rifiutare un voto basso, pensando al suo effetto a lungo termine. Un 22 in un esame da 9 CFU, ad esempio, può "tirare giù" una media alta. È una decisione tattica: a volte, ripetere un esame è la mossa giusta.
Seconda fase: preparare la tesi
Una volta che hai consolidato una buona media, la tesi diventa la tua più grande alleata. Un approccio organizzato e giocato d'anticipo è la chiave per fare la differenza.
Non dimenticare mai che la tesi non è solo un documento, ma un vero e proprio progetto. Gestiscila come tale: definisci scadenze, obiettivi intermedi e tieni sempre a mente il risultato finale.
- Scegli relatore e argomento in linea con i tuoi punti di forza. Lavorare con un professore con cui hai un buon rapporto su un tema che ti appassiona renderà tutto il percorso meno faticoso e molto più produttivo.
- Parti con la ricerca bibliografica con largo anticipo. Sfruttare fin da subito gli strumenti giusti, come le banche dati accademiche, ti aiuterà a costruire una bibliografia solida.
- Pensa alla discussione orale come a un pitch: chiaro e sintetico. Prepara una presentazione di 10-15 minuti che vada dritta al punto, mettendo in luce l'originalità e i risultati del tuo lavoro.
✅ Checklist delle azioni concrete
- Monitora la media ponderata costantemente con un foglio di calcolo.
- Identifica gli esami "pesanti" (con più CFU) e concentrati su quelli.
- Scegli il tipo di tesi (compilativa/sperimentale) in base ai punti che ti servono.
- Usa strumenti professionali per la ricerca bibliografica (es. Tesify) e per la stesura.
- Prepara una discussione orale efficace che valorizzi il tuo lavoro.
- Controlla il regolamento del tuo ateneo per le regole specifiche su arrotondamento e punti tesi.
💡 Consiglio Tesify: L'ultimo miglio è spesso il più insidioso. Per non perdere la rotta, puoi usare strumenti integrati. L'AI Copilot di Tesify è pensato per darti una mano nella fase di scrittura e revisione, aiutandoti a migliorare il testo, generare le citazioni nel formato corretto e fare un ultimo controllo di originalità. In questo modo, potrai presentare un elaborato curato nei minimi dettagli, massimizzando le tue chance di ottenere il massimo punteggio possibile.
Domande frequenti sul voto di laurea
A questo punto, dovresti avere un quadro molto più chiaro e strategico del tuo voto di laurea. È del tutto normale, però, avere ancora qualche dubbio. Per questo abbiamo raccolto qui le domande più comuni che ci fanno gli studenti, così da spazzare via ogni incertezza e farti arrivare al traguardo con la massima serenità.
Il 30 e lode vale di più nel calcolo della media?
Questa è la domanda da un milione di dollari. La risposta, nella stragrande maggioranza degli atenei italiani, è no. Ai fini del calcolo della media ponderata, sia il 30 che il 30 e lode pesano esattamente come 30. Attenzione però, il loro valore "politico" è enorme. Un libretto pieno di lodi è un segnale potentissimo per la commissione di laurea. Comunica eccellenza, passione e costanza. È uno degli elementi che più spingono i professori a concedere la lode finale.
Cosa succede se rifiuto un voto?
Rifiutare un voto è una scelta strategica. In pratica, l'esame risulta "respinto" e non viene conteggiato nella media. Per ottenere i CFU corrispondenti, dovrai semplicemente sostenere di nuovo la prova in un appello futuro. Può avere senso se un voto basso (es. sotto il 24) rischia di abbassare una media alta, specialmente se l'esame ha molti crediti. Il nostro consiglio? Prima di decidere, calcola l'impatto reale di quel voto sulla tua media ponderata. A volte è più piccolo di quanto si pensi.
Quanto conta davvero il voto di laurea nel mondo del lavoro?
Qui la risposta è: dipende. L'importanza del voto cambia parecchio a seconda della strada che vuoi intraprendere. Ci sono contesti in cui è un fattore quasi decisivo:
- Concorsi pubblici: Spesso un voto minimo è un requisito obbligatorio.
- Grandi aziende, finanza e consulenza: Un punteggio alto (di solito sopra il 105/110) è un biglietto da visita fondamentale, usato come primo filtro.
- Master e dottorati: Quasi tutti i percorsi post-laurea prestigiosi richiedono un voto di laurea eccellente.
In altri mondi, come le startup o le professioni creative, contano di più le esperienze pratiche e un portfolio solido. Detto questo, un voto di laurea brillante non è mai un punto a sfavore. Anzi, resta un segnale universale di impegno, disciplina e serietà.
Riepilogo e prossimi passi
Siamo giunti alla fine di questa guida. Ora hai una visione chiara di tutti gli ingranaggi che determinano il tuo voto di laurea.
Ecco cosa abbiamo visto insieme:
- Il calcolo della media ponderata è il primo passo per capire la tua base di partenza.
- La formula (Media / 30) x 110 trasforma la tua media in centodecimi.
- La tesi di laurea è la tua grande occasione per guadagnare punti preziosi.
- La lode non è automatica ma un riconoscimento per un percorso di eccellenza.
Conoscere queste regole ti dà il potere di pianificare. Ora puoi calcolare il tuo voto di partenza e definire l'obiettivo per la tesi.
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