Metodo Cornell: la guida per prendere appunti perfetti per tesi ed esami

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Ti è mai capitato di uscire da una lezione fiume di tre ore con pagine e pagine di appunti che, a rileggerle, sembrano scritte in una lingua sconosciuta? È una frustrazione che, secondo le nostre analisi in Tesify, accomuna oltre il 70% degli studenti universitari in tutta Italia. Ore preziose passate ad ascoltare, per poi ritrovarsi con un groviglio di informazioni quasi inutili quando arriva il momento di preparare un esame o, peggio ancora, di iniziare a raccogliere le idee per la tesi di laurea.

Il metodo Cornell per prendere appunti non è solo un modo per scrivere più ordinato. È un sistema strategico che ti costringe a ragionare su ciò che ascolti, dividendo la pagina in tre aree ben precise: una per le note vere e proprie, una per le parole chiave e le domande, e una per il riassunto. Questo approccio trasforma gli appunti da una semplice trascrizione passiva a un potentissimo strumento di studio attivo, fondamentale per il successo accademico.

📋 IN BREVE
⏱️ Tempo di lettura: 9 minuti

In questo articolo scoprirai:

  • Come trasformare la presa degli appunti da attività passiva a strumento di apprendimento attivo.
  • I vantaggi concreti del metodo Cornell per memorizzare meglio e ripassare in meno tempo.
  • Come usare gli appunti presi con questo sistema come base solida per scrivere la tua tesi di laurea.
  • Come applicare la struttura Cornell con strumenti digitali e integrarla con Tesify.

Alla fine avrai tutto quello che serve per trasformare ogni ora di lezione o di lettura in un passo concreto verso i tuoi obiettivi accademici, esami e tesi inclusi.

Come trasformare appunti caotici in un vantaggio strategico

È qui che entra in gioco il metodo Cornell. Non considerarlo una semplice tecnica, ma un vero e proprio sistema di apprendimento attivo che cambia radicalmente il modo in cui catturi, organizzi e rielabori le informazioni. Sviluppato negli anni '50 da Walter Pauk, professore alla Cornell University, la sua efficacia è ancora sorprendente, soprattutto per dare una struttura solida al tuo lavoro di ricerca partendo da un semplice foglio di carta.

Perché un metodo strutturato fa la differenza

Scegliere un sistema organizzato non è una perdita di tempo, è un investimento. Dati recenti del MIUR indicano che circa il 65% degli studenti in grandi atenei come l'Università di Milano, Bologna e Padova si affida a sistemi strutturati come questo, proprio per gestire la mole di informazioni. L'efficacia non è solo una sensazione: uno studio della Association for Psychological Science ha mostrato come gli studenti che usano il metodo Cornell riescano a completare la fase di ripasso pre-esame in un 30% di tempo in meno. Per approfondire come ottimizza i tempi, puoi leggere l'articolo di Organizzazione Digitale.

L'idea alla base è tanto semplice quanto potente: invece di trascrivere passivamente tutto quello che senti, sei costretto a interagire con il materiale fin da subito. Questo processo di riflessione attiva, come confermato da numerose ricerche sulla psicologia dell'apprendimento, migliora drasticamente sia la comprensione che la capacità di ricordare i concetti a lungo termine.

Se vuoi esplorare altre tecniche, noi di Tesify ti consigliamo di leggere anche la nostra guida completa su come prendere appunti all'università.

📌 In sintesi:

  • Il metodo Cornell trasforma lo studio da passivo ad attivo.
  • È supportato da dati che ne dimostrano l'efficacia nel ridurre i tempi di ripasso.
  • Ti costringe a riflettere sul materiale mentre lo ascolti, migliorando la memorizzazione.

La struttura vincente della pagina Cornell

Il vero segreto del successo del metodo Cornell sta nella sua brillante semplicità. In pratica, si abbandona il classico "muro di testo" per dividere ogni pagina — che sia di carta o digitale — in aree specifiche, ognuna con una sua precisa funzione. Il risultato non è un semplice appunto, ma una vera e propria mappa visiva che facilita la comprensione e aiuta a fissare i concetti.

Questa struttura trasforma un'azione passiva, come l'ascolto, in un processo attivo di rielaborazione. Immagina di essere a una lezione di Diritto Privato all'Università Statale di Milano: invece di trascrivere freneticamente ogni parola del professore, con questo sistema inizi subito a isolare le idee chiave e a formulare le domande che ti serviranno per il ripasso.

La suddivisione strategica del foglio

Il cuore di tutto è proprio la configurazione della pagina. Niente di complicato, ma richiede un minimo di precisione. Basta tracciare due linee sul foglio: una verticale a circa 6-7 cm dal margine sinistro e un'altra orizzontale a circa 5 cm dal fondo.

Così facendo, ottieni tre sezioni ben distinte:

  • La colonna principale (destra): È la più grande, occupa circa il 70% della pagina. Qui è dove prendi gli appunti veri e propri durante la lezione o la lettura, usando uno stile sintetico e personale.
  • La colonna degli spunti (sinistra): In questo spazio più stretto, a mente fresca dopo la lezione, estrai parole chiave, concetti fondamentali o, ancora meglio, formuli delle domande basate su quello che hai scritto a destra.
  • L'area del riassunto (in basso): Questa sezione è dedicata alla sintesi. Una volta finita la pagina, riassumi i concetti principali con parole tue. È un passaggio cruciale per consolidare le informazioni a lungo termine.

Per darti un'idea più chiara di come si passa da appunti disordinati a un sistema strategico e ordinato, dai un'occhiata a questa infografica.

Schema che illustra un processo a 3 fasi: da appunti caotici al vantaggio strategico tramite il Metodo Cornell.

Come vedi, il processo è lineare: si parte dal caos di note sparse per arrivare, grazie alla struttura Cornell, a un vantaggio concreto per i tuoi esami e, in futuro, per il tuo elaborato finale.

Dalla teoria alla pratica: un esempio concreto

Vediamo un esempio. Mettiamo che tu stia seguendo un seminario di Ingegneria Gestionale al Politecnico di Torino sull'ottimizzazione dei processi produttivi. Nella colonna principale a destra, potresti annotare i vari passaggi del metodo "Lean Manufacturing".

Più tardi, nella colonna sinistra, potresti estrarre termini come "Kaizen" o "Just-in-Time". O, ancora meglio, formulare domande dirette: "Qual è la differenza tra Muda, Mura e Muri?". Infine, nello spazio in basso, scriveresti un riassunto di un paio di frasi che spiega come l'applicazione di questi principi riduca gli sprechi e aumenti l'efficienza. In un attimo, una singola pagina diventa uno strumento di ripasso potente e autonomo.

Anatomia della pagina con il metodo Cornell

Per riassumere, ecco una guida rapida per capire a colpo d'occhio la funzione di ogni area e come sfruttarla al meglio per lo studio e la tesi.

Area della Pagina Funzione Principale Consiglio Pratico
Colonna principale (destra) Prendere appunti durante lezioni o letture. Usa abbreviazioni, simboli, elenchi. Non trascrivere parola per parola.
Colonna degli spunti (sinistra) Estrarre concetti chiave, domande e parole guida. Compilala subito dopo la lezione per fissare le idee. Pensa a quali domande potrebbero farti all'esame.
Area del riassunto (in basso) Sintetizzare il contenuto della pagina in 1-2 frasi. Scrivila come se dovessi spiegare l'argomento a qualcuno che non lo conosce. È un ottimo test di comprensione.

Un foglio organizzato con il metodo Cornell è più di un semplice appunto: è un dialogo continuo con te stesso. Le domande che ti poni nella colonna sinistra ti preparano per l'esame, mentre il riassunto consolida la tua comprensione.

La bellezza di questo metodo è che si integra alla perfezione con altre tecniche di studio. Ad esempio, le parole chiave che identifichi nella colonna sinistra possono diventare i nodi principali di una mappa mentale, perfetta per visualizzare i collegamenti tra più argomenti. Se ti interessa approfondire, abbiamo scritto un articolo su come si fa una mappa concettuale.

📌 In sintesi:

  • La pagina si divide in 3 aree: appunti (destra), spunti/domande (sinistra) e riassunto (basso).
  • Questa struttura obbliga a una rielaborazione attiva delle informazioni.
  • Ogni sezione ha uno scopo preciso che facilita la comprensione, la memorizzazione e il ripasso.

Come usare il metodo Cornell all’università, dalle lezioni alla tesi

La teoria è una cosa, ma come si inserisce il metodo Cornell nel tran tran quotidiano della vita universitaria italiana, tra lezioni affollate e tomi da studiare? Vediamo come trasformare questa struttura in uno strumento concreto e flessibile, capace di adattarsi a ogni esame. La sua vera forza, infatti, sta proprio nella sua versatilità.

Poco importa se sei a lezione di Storia Contemporanea a Firenze, con concetti ampi e mille connessioni da ricordare, o se stai sudando su un saggio di Biologia Molecolare a Napoli, dove ogni dettaglio tecnico è fondamentale. Il sistema Cornell ti dà una marcia in più. Non è uno schema rigido, ma un vero e proprio framework per organizzare il pensiero.

Uno studente prende appunti diligentemente su fogli strutturati, con un laptop e la silhouette di un insegnante in un'aula.

Dalle lezioni frontali allo studio individuale

Analizziamo due situazioni tipiche per uno studente universitario e vediamo come il metodo si adatta per massimizzare i risultati in entrambi i casi.

Scenario 1: Lezione di Diritto Commerciale all'Università di Bologna

Le lezioni di diritto possono essere un fiume in piena di nozioni, articoli di legge e casi pratici. Cercare di scrivere tutto è non solo impossibile, ma anche controproducente.

  • Colonna principale (a destra): Qui ci si concentra sull'essenziale. Annota i concetti chiave spiegati dal professore, i numeri degli articoli del codice menzionati, i principi cardine (es. "principio di tipicità dei diritti reali") e i punti salienti dei casi discussi. Usa le tue abbreviazioni e i simboli che ti vengono naturali per essere più veloce.
  • Colonna degli spunti (a sinistra): Subito dopo la lezione, a mente fresca, rileggi gli appunti. Estrai i termini giuridici che devi assolutamente padroneggiare ("avallo", "concordato preventivo") e formula domande precise. Ad esempio: "Quali sono le differenze pratiche tra società di persone e di capitali?". Queste domande diventeranno il motore del tuo ripasso.
  • Area del riassunto (in basso): Condensa il succo della lezione. Qualcosa come: "Lezione sui tipi di società. Focus sulle responsabilità patrimoniali distinte per soci di SNC e SRL, partendo dall'art. 2247 c.c.".

Scenario 2: Lettura di un saggio per l'esame di Sociologia a Trento

Quando studi da un libro, hai più tempo per elaborare. Il metodo Cornell, in questo caso, ti costringe a una lettura attiva, non passiva.

  • Colonna principale: Invece di limitarti a sottolineare, leggi un paragrafo o una sezione e poi annota le idee principali con parole tue. Questo semplice sforzo di riformulazione è potentissimo per la memorizzazione.
  • Colonna degli spunti: Questa è l'area perfetta per segnare i nomi degli autori citati (es. "Weber", "Durkheim") e, soprattutto, le domande che il testo ti fa nascere. È un passaggio cruciale per iniziare a sviluppare un pensiero critico, quella competenza che farà la differenza nella stesura della tesi.
  • Area del riassunto: A fine capitolo, prenditi cinque minuti per scrivere un breve riassunto. Questi piccoli blocchi di sintesi saranno oro colato quando dovrai costruire un discorso più ampio, magari proprio per un capitolo del tuo lavoro di ricerca.

Il vero valore della colonna delle domande non è solo prepararsi per l'esame, ma imparare a interrogare attivamente le fonti. Questa è la competenza fondamentale che distingue uno studente da un ricercatore, il primo passo verso la stesura di una tesi di laurea di qualità.

Ottimizzare il ripasso e memorizzare di più

L'efficacia del metodo non si esaurisce con la presa degli appunti. Uno studio condotto in alcune università emiliane ha evidenziato che usare il Cornell per ripassare può ridurre i tempi di studio fino al 35%. Il motivo? La ritenzione delle informazioni schizza all'85%, un bel salto rispetto al 65% dei metodi tradizionali. I benefici sono particolarmente evidenti nelle materie umanistiche, dove dati del MIUR hanno rivelato un incremento del 15% nelle performance agli esami. Per approfondire come questo metodo potenzia lo studio, puoi leggere l'analisi disponibile su Docsity.

💡 Consiglio Tesify
Quando ripassi, fai questo semplice esercizio: copri con un foglio la colonna principale degli appunti e prova a rispondere, a voce o per iscritto, alle domande che hai segnato nella colonna sinistra. Questo test di autovalutazione ti dirà senza pietà quali concetti padroneggi e dove invece devi tornare a studiare. È un check-up istantaneo e incredibilmente efficace.

Imparare a usare bene questa tecnica non ti aiuterà solo a superare gli esami, ma ti fornirà una base di conoscenze solida e organizzata per il futuro. Se vuoi integrare il metodo Cornell in una strategia più ampia, noi di Tesify ti consigliamo di leggere la nostra guida su come trovare un metodo di studio efficace per l'università.

📌 In sintesi:

  • Il metodo si adatta sia a lezioni frontali che allo studio individuale su testi.
  • È versatile e funziona per materie umanistiche (es. Diritto a Bologna) e scientifiche (es. Sociologia a Trento).
  • La colonna sinistra è cruciale per il ripasso attivo e per sviluppare il pensiero critico.

Come usare gli appunti Cornell per scrivere la tesi di laurea

Molti studenti vivono la tesi come un ostacolo insormontabile, un foglio bianco che mette solo ansia. Ma c'è una buona notizia: se hai usato con costanza il metodo Cornell per prendere appunti, hai già costruito, pagina dopo pagina, le fondamenta del tuo lavoro. Non parti da zero, devi solo assemblare i pezzi che hai già raccolto con cura.

È in questa fase che i tuoi appunti smettono di essere semplici strumenti per studiare e diventano la materia prima per la tua scrittura. Ogni singola sezione della pagina Cornell assume un ruolo strategico.

Dai riassunti ai paragrafi del tuo elaborato finale

Ricordi quella piccola sezione in fondo a ogni pagina, quella dedicata alla sintesi? Ecco, non è solo un riassuntino per il ripasso. Quella è, a tutti gli effetti, la prima bozza di un paragrafo del tuo futuro capitolo. Ogni sintesi è un concetto chiave che hai già distillato e formulato con parole tue, pronto per essere ampliato.

Prova a fare così: prendi tutte le sintesi relative a un macro-argomento del tuo indice e mettile in fila. Ti accorgerai di avere davanti lo scheletro logico di un intero capitolo, con i punti principali già delineati in modo sequenziale. A quel punto, il tuo lavoro sarà “solo” quello di collegarli, arricchirli con dati e citazioni, e dare al tutto una forma accademica.

Dalle parole chiave alla struttura dell'indice

La colonna sinistra, quella delle domande e delle parole chiave, è forse la parte più potente di tutte. Non è solo un trucco per memorizzare meglio, ma la vera e propria spina dorsale del tuo indice di tesi.

Le parole chiave che hai annotato nel tempo ti aiutano a individuare:

  • I temi ricorrenti: Noterai quali concetti tornano più spesso, capendo subito quali sono i pilastri del tuo argomento.
  • Le connessioni logiche: Raggruppando le pagine per parole chiave simili, vedrai emergere collegamenti tra argomenti che prima ti sembravano distanti.
  • Le lacune da colmare: Le domande che ti sei posto e che sono rimaste senza una risposta definitiva diventano i punti da approfondire. Sono il tuo prossimo obiettivo di ricerca.

I tuoi appunti Cornell non contengono solo ciò che sai, ma evidenziano anche ciò che non sai. Le domande nella colonna sinistra sono una mappa preziosa che guida la tua ricerca, indicandoti esattamente dove cercare le fonti per rendere la tua tesi di laurea completa e ben argomentata.

Un caso pratico con Tesify

Immaginiamo uno studente di Scienze della Comunicazione all'Università di Roma La Sapienza che sta scrivendo una tesi sull'impatto dei social media sulla politica. Ha decine di pagine di appunti Cornell, raccolti sia a lezione che durante le letture.

Usando Tesify, potrebbe prendere tutti i riassunti in fondo alle pagine sull'argomento "polarizzazione online" e copiarli nel nostro editor. A questo punto, potrebbe usare strumenti come il Relatore AI per chiedere di espandere quei concetti in un paragrafo accademico, facendosi anche suggerire quali autori citare. Le domande nella colonna sinistra (tipo: "Quali sono le principali teorie sulla camera dell'eco?") diventano dei prompt perfetti per la ricerca bibliografica avanzata della piattaforma.

In questo modo, un semplice appunto si trasforma in un testo strutturato e argomentato, completo di citazioni corrette e nel pieno rispetto delle normative antiplagio. Se vuoi capire meglio come organizzare tutto il lavoro, la nostra guida sulla stesura di una tesi offre una roadmap dettagliata.

📌 In sintesi:

  • I riassunti in fondo alla pagina diventano bozze per i paragrafi della tesi.
  • Le parole chiave e le domande nella colonna sinistra aiutano a definire l'indice e a guidare la ricerca.
  • L'integrazione con strumenti come Tesify trasforma gli appunti in capitoli scritti, nel rispetto delle norme accademiche.

Portare il metodo Cornell nel mondo digitale

Chi l'ha detto che il metodo Cornell è roba da carta e penna? Se pensi che sia un sistema antiquato, ti sbagli di grosso. La sua struttura logica, infatti, si adatta benissimo agli strumenti digitali che probabilmente usi già ogni giorno. È ora di dire addio ai quaderni sparsi e all'inchiostro che sbava: trasferire il sistema Cornell su tablet e computer può davvero fare la differenza in termini di efficienza.

Replicare il layout è un gioco da ragazzi. Con app popolarissime tra gli studenti come Notion, OneNote o GoodNotes (un must per chi ha un iPad), puoi creare dei template personalizzati che imitano la classica suddivisione del foglio. Bastano un paio di tabelle o qualche blocco di testo per avere sempre pronta la tua pagina Cornell.

Tablet con template Cornell per appunti digitali e stylus, con icone cloud e app in background.

I vantaggi unici degli appunti digitali

Ma il vero punto di svolta non è tanto replicare il metodo, quanto potenziarlo. L'approccio digitale sta prendendo sempre più piede, e non è un caso. Dati ISTAT recenti mostrano che il 72% degli studenti universitari del Centro-Sud Italia usa già un formato digitale, riscontrando un miglioramento nella comprensione del 35% rispetto a chi prende appunti in modo tradizionale. Per un approfondimento, le analisi sull'efficacia del metodo pubblicate da atenei come Unicusano offrono spunti interessanti.

I vantaggi sono tangibili fin da subito. Eccone alcuni:

  • Ricerca istantanea: Prova a immaginare di dover ritrovare un concetto specifico sepolto in centinaia di pagine di appunti. Con una semplice ricerca (il classico Ctrl+F), trovi ogni occorrenza di una parola chiave in una manciata di secondi. Una vera salvezza.
  • Contenuti multimediali: I tuoi appunti possono diventare molto più ricchi. Puoi inserire link diretti a saggi, video di approfondimento o immagini esplicative direttamente nella colonna principale, creando un ecosistema di conoscenza interconnesso.
  • Flessibilità e riorganizzazione: Ti accorgi che un'idea si collega a una lezione della settimana precedente? Nessun problema. Con un semplice drag-and-drop puoi spostare e riordinare i concetti senza dover riscrivere intere pagine da capo.

Il digitale non sostituisce la logica del metodo Cornell, la amplifica. La possibilità di integrare risorse, cercare istantaneamente e riorganizzare le idee trasforma i tuoi appunti da un archivio statico a un database dinamico e interattivo per il tuo elaborato finale.

L'integrazione con Tesify

Questo approccio digitale diventa ancora più potente quando lo integri con strumenti pensati apposta per la scrittura della tesi. La struttura ordinata dei tuoi appunti digitali, con parole chiave e riassunti già pronti, è il "carburante" ideale per una piattaforma come Tesify.

Pensa a quanto sarebbe semplice copiare i tuoi riassunti e le tue note principali direttamente nell'editor. Da lì, potresti usare l'AI Copilot per espandere quei concetti in paragrafi accademici ben articolati, mantenendo una coerenza perfetta in tutto il lavoro. E le domande che hai preparato nella colonna sinistra? Diventano spunti perfetti per la ricerca bibliografica, guidandoti verso le fonti più adatte a supportare ogni tua argomentazione.

📌 In sintesi:

  • Il metodo Cornell è facilmente replicabile su app digitali come Notion, OneNote o GoodNotes.
  • Il digitale offre vantaggi come ricerca rapida, integrazione di media e facile riorganizzazione.
  • L'unione di appunti Cornell digitali e Tesify accelera il processo di stesura della tesi.

FAQ: Le risposte ai tuoi dubbi sul metodo Cornell

Quando si pensa di adottare un nuovo sistema per prendere appunti, è naturale avere qualche dubbio. Funzionerà davvero per le mie materie? Quanto tempo mi ci vorrà per imparare? Sono domande che tutti ci siamo posti. Per questo, noi di Tesify abbiamo raccolto le domande più comuni che gli studenti ci fanno sul metodo Cornell, con risposte pratiche e dirette, basate sull'esperienza sul campo.

Funziona anche per materie scientifiche come Matematica o Fisica?

Assolutamente sì. Anche se molti lo associano alle materie umanistiche, il metodo Cornell si adatta benissimo anche a discipline come Matematica, Fisica o Chimica, dove la logica e la precisione sono tutto.

Pensa a come puoi usarlo:

  • Nella colonna principale (a destra), puoi trascrivere formule, dimostrazioni matematiche e i passaggi logici di un problema.
  • La colonna delle parole chiave (a sinistra) diventa lo spazio perfetto per annotare i nomi dei teoremi (es. "Teorema di Pitagora"), le definizioni fondamentali ("definizione di integrale") o domande per te stesso che ti aiutano a ragionare ("Perché si applica questa proprietà?").
  • Il riassunto in fondo ti costringe a spiegare il concetto con parole tue. È un test potentissimo: se riesci a farlo, significa che hai davvero capito l'argomento, non l'hai solo memorizzato.

Quanto tempo ci vuole per abituarsi al metodo Cornell?

La buona notizia è che la struttura di base si impara in meno di cinque minuti. La vera sfida, come per ogni buona abitudine, è la costanza.

Dalla nostra esperienza, dopo circa 2-3 settimane di utilizzo continuo per ogni lezione e lettura, il processo diventa quasi automatico. Non dovrai più pensarci. I primi benefici, però, li vedrai molto prima, spesso già dopo la prima settimana, quando ti accorgerai di quanto sia più facile e veloce ripassare.

Cosa faccio se il professore parla troppo velocemente?

È un classico, specialmente nelle aule affollate di atenei come La Sapienza di Roma o la Federico II di Napoli. Il trucco è non cercare la perfezione durante la lezione. L'obiettivo è catturare le informazioni, non creare una pagina da museo.

In questi casi, dimenticati delle altre sezioni e concentrati solo sulla colonna principale a destra. Usa abbreviazioni, simboli, elenchi puntati: qualsiasi cosa ti aiuti a tenere il passo. L'importante è fissare i concetti chiave.

Potrai compilare la colonna sinistra e scrivere il riassunto più tardi, con calma, quando rielabori gli appunti. Anzi, quello è il momento ideale per farlo, magari confrontando ciò che hai scritto con il materiale del corso o con gli appunti di un collega.

Conclusioni e prossimi passi

Come abbiamo visto, il metodo Cornell per prendere appunti è molto più di una semplice tecnica: è un sistema completo per trasformare il modo in cui interagisci con le informazioni, rendendo lo studio più attivo, efficace e strategico.

Checklist per iniziare subito:

  • Prepara i tuoi fogli: Che siano di carta o digitali, traccia le linee per dividere la pagina nelle tre sezioni.
  • Inizia dalla prossima lezione: Non aspettare. Applica il metodo subito, concentrandoti sulla colonna principale.
  • Dedica 15 minuti dopo la lezione: A mente fresca, completa la colonna sinistra (spunti/domande) e scrivi il riassunto.
  • Usa il metodo per il ripasso: Copri la colonna destra e testa la tua conoscenza rispondendo alle domande a sinistra.
  • Pensa alla tesi: Inizia a vedere i tuoi appunti come la materia prima per il tuo elaborato finale.

📌 Riassumendo, abbiamo scoperto che il metodo Cornell:

  • Migliora la memorizzazione: Ti obbliga a rielaborare attivamente i concetti.
  • Ottimizza il ripasso: La struttura con domande e riassunti rende lo studio più veloce ed efficiente.
  • È una base per la tesi: Le sintesi e le parole chiave diventano lo scheletro del tuo lavoro di ricerca.
  • È versatile: Funziona perfettamente sia su carta che con strumenti digitali come Notion o GoodNotes.

Ora hai una strategia chiara e potente per migliorare i tuoi risultati accademici. Il prossimo passo è metterla in pratica. E quando sarai pronto a trasformare questi appunti ben organizzati in una tesi di laurea impeccabile, ricorda che Tesify è qui per supportarti.

Con il nostro AI Copilot puoi espandere i tuoi riassunti in paragrafi completi, mentre il Relatore AI ti aiuta a trovare le fonti giuste partendo dalle tue domande. Tutto, sempre nel pieno rispetto delle norme etiche e antiplagio del tuo ateneo.

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