Come fare indice tesi: la guida completa per un lavoro impeccabile

5 min di lettura

Stai fissando quella pagina bianca del tuo elaborato finale? La scadenza si avvicina e l'indice della tesi ti sembra un dettaglio minore, una formalità noiosa da sbrigare all'ultimo. Errore grave. L'indice è la prima cosa che il tuo relatore e la commissione guarderanno.

Un indice ben fatto non è un semplice elenco di capitoli. È la mappa del tuo ragionamento, la prova tangibile che hai una visione chiara, logica e ordinata di tutto il tuo lavoro di ricerca. È il tuo biglietto da visita accademico.

Pensa all'indice come a una stretta di mano: prima ancora di leggere una sola riga, chi valuta la tua tesi si fa un'idea della tua padronanza dell'argomento. In un contesto accademico dove la competizione è alta – solo in Italia si sono laureati oltre 305.000 studenti nell'ultimo anno secondo i dati del MUR – presentare un lavoro impeccabile fin dalla sua struttura fa davvero la differenza. Questo dettaglio, che molti trascurano, è la prima, cruciale impressione che la commissione avrà della tua ricerca. Se vuoi approfondire, puoi consultare le statistiche ufficiali sui laureati in Italia.

In questa guida, noi di Tesify ti mostreremo come trasformare quella che sembra solo una formalità burocratica in uno strumento potente per valorizzare la tua tesi di laurea.

📋 IN BREVE
In questo articolo scoprirai:

  • Come definire la struttura logica del tuo lavoro prima di scrivere una sola riga.
  • Le differenze chiave tra un indice per tesi compilativa e uno per tesi sperimentale.
  • I passaggi per creare un indice automatico con Word, Google Docs e LaTeX, risparmiando ore di lavoro.
  • Come creare un indice impeccabile che stupirà il tuo relatore e la commissione.

⏱️ Tempo di lettura: 12 minuti

Alla fine avrai tutto quello che serve per costruire un indice professionale che non solo rispetta le regole accademiche, ma che esalta la qualità e il rigore della tua ricerca.

Definire la struttura logica della tua tesi

Prima ancora di aprire Word e pensare a come fare l'indice, il vero lavoro strategico si fa a mente libera, magari con un semplice foglio di carta. Una struttura logica solida è il vero segreto di un indice efficace e professionale. Questo è il momento di mettere ordine tra le idee e trasformare mesi di ricerca in uno scheletro coerente per il tuo elaborato finale.

Un ottimo punto di partenza? La classica mappa concettuale. Disegna l'argomento centrale e da lì fai partire i "rami" principali: questi diventeranno i tuoi capitoli. Da ogni capitolo, poi, crea ramificazioni più piccole per i paragrafi e, se serve, per i sottoparagrafi. È un esercizio visivo potentissimo, che ti costringe a creare una gerarchia chiara e a verificare che ogni pezzo del puzzle sia collegato logicamente al successivo.

Mappa mentale su lavagna bianca che mostra l'organizzazione di capitoli per una tesi o un progetto.

Dalla mappa all'indice provvisorio: la tua bussola

Una volta che la gerarchia è chiara nella tua mente, è il momento di buttarla giù in un indice provvisorio. Non vederlo come un documento rigido, ma come un compagno di viaggio dinamico. Sarà la tua bussola, una bozza su cui ragionare e da perfezionare insieme al relatore.

Questo primo indice è fondamentale per tre motivi:

  • Organizzare il pensiero: Mettere nero su bianco il flusso del tuo ragionamento ti aiuta a controllare che ci sia un percorso logico e consequenziale dall'introduzione alle conclusioni.
  • Scovare i punti deboli: Con la struttura completa davanti agli occhi, è molto più facile accorgersi se manca qualche passaggio cruciale o se alcuni argomenti sono trattati in modo troppo superficiale.
  • Dialogare con il relatore: Arrivare con un indice provvisorio dimostra che hai una visione chiara del progetto. È la base perfetta per un confronto produttivo su come impostare il lavoro di ricerca.

Ricorda, i titoli dei capitoli e dei paragrafi non sono semplici etichette. Devono essere dei veri e propri "mini-abstract", frasi concise ma dense di significato, che facciano capire subito di cosa parlerai. Un buon titolo, che sia per una tesi in giurisprudenza alla Statale di Milano o in ingegneria al Politecnico di Bari, incuriosisce e guida il lettore.

💡 Consiglio Tesify: Per velocizzare questo processo, puoi usare il nostro strumento di AI Outline. Inserisci il tuo argomento e in pochi minuti otterrai una bozza di struttura ben organizzata. È un ottimo modo per avere una base solida da cui partire, lasciandoti più tempo per concentrarti sui contenuti, nel pieno rispetto delle normative accademiche.

L'indice definitivo: lo specchio fedele del tuo lavoro

L'indice definitivo non è altro che l'evoluzione finale di quello provvisorio. La differenza sostanziale? Viene completato solo a tesi finita. Mentre il primo era uno strumento flessibile, questo è una fotografia esatta e immutabile del tuo elaborato. Deve riflettere alla perfezione la struttura, i titoli e la numerazione di pagina del documento che consegnerai.

Non esiste un'unica struttura valida per tutti. L'architettura dell'indice, infatti, cambia parecchio a seconda della disciplina e del tipo di tesi. Per approfondire come organizzare al meglio il corpo del testo, ti suggeriamo di leggere la nostra guida su come strutturare una tesi di laurea in modo impeccabile.

Strutture a confronto: un paio di esempi pratici

La natura stessa della tua ricerca detta le regole.

  • Una tesi compilativa (o teorica) tende a seguire uno sviluppo più lineare. Immagina una tesi in lettere moderne all'Università di Bologna: potresti avere un capitolo che delinea il contesto storico-letterario, un secondo che analizza le opere principali di un autore, e un terzo che ne trae le conclusioni critiche. Logico e progressivo.

  • Una tesi sperimentale (o di ricerca), invece, si basa su una struttura più codificata, che ricalca il metodo scientifico. Una tesi in biotecnologie all'Università di Padova, ad esempio, avrà quasi sempre sezioni precise come: Introduzione e stato dell'arte, Materiali e metodi, Risultati, Discussione e Conclusioni.

Capire fin da subito quale approccio si adatti meglio al tuo progetto è il primo, fondamentale passo per costruire una tesi che non solo valorizzi la tua ricerca, ma che guidi la commissione attraverso il tuo ragionamento con chiarezza e sicurezza.

📌 In Sintesi – Struttura Logica:

  • Parti da una mappa concettuale per visualizzare la gerarchia delle idee.
  • Crea un indice provvisorio da usare come bussola e da discutere con il relatore.
  • L'indice definitivo è lo specchio finale del tuo lavoro, da compilare solo alla fine.
  • Adatta la struttura al tipo di tesi: lineare per le compilative, scientifica per le sperimentali.

Creare l'indice automatico con i principali software

Basta perdere ore preziose a controllare i numeri di pagina e ad aggiornare ogni titolo a mano. Quel tempo è finito. La creazione dell'indice automatico non è una magia per pochi eletti, ma una competenza pratica che ti fa risparmiare un sacco di tempo e ti permette di presentare un lavoro pulito e professionale.

Sfruttando le funzioni integrate nei principali programmi di scrittura, puoi generare un indice che si aggiorna praticamente da solo. Questo significa che anche se decidi di aggiungere un intero capitolo all'ultimo minuto, i numeri di pagina si sistemeranno in automatico, senza farti andare nel panico.

Vediamo insieme come trasformare questo strumento nel tuo più grande alleato durante la stesura.

La logica degli stili in Microsoft Word

Il segreto per un indice automatico perfetto su Microsoft Word sta tutto in una parola: Stili. Pensa agli stili (Titolo 1, Titolo 2, Titolo 3…) come a delle etichette che dicono al programma che tipo di testo stai scrivendo. Quando applichi "Titolo 1" al nome di un capitolo e "Titolo 2" a un paragrafo, stai di fatto costruendo la mappa della tua tesi.

Applicando questi stili in modo coerente, crei lo scheletro su cui Word costruirà l'indice. Il processo è più semplice di quanto sembri.

Per applicare uno stile, ti basta:

  • Selezionare il testo del titolo (ad esempio, "Capitolo 1: Il Contesto Storico").
  • Andare alla scheda Home.
  • Nel gruppo Stili, cliccare su Titolo 1.
  • Ripetere la stessa cosa per i paragrafi usando Titolo 2 e per i sottoparagrafi con Titolo 3.

Una volta che hai etichettato tutti i titoli, vai nella pagina dove vuoi inserire l'indice, clicca su Riferimenti > Sommario e scegli uno dei formati automatici. L'indice apparirà come per magia.

Il vero vantaggio? Se sposti un paragrafo o aggiungi nuove pagine, non devi fare altro che cliccare con il tasto destro sull'indice e selezionare "Aggiorna campo" > "Aggiorna intero sommario". Titoli e numeri di pagina si sistemeranno all'istante.

Questo screenshot mostra esattamente dove trovare la funzione nella scheda "Riferimenti" di Word.

Come vedi, la procedura è intuitiva e ti permette di scegliere tra diversi formati o di personalizzare il tuo. Se vuoi approfondire, abbiamo preparato una guida ancora più specifica nell'articolo su come fare l'indice della tesi su Word.

Alternative pratiche: Google Docs e LibreOffice

Non tutti usano Word, e per fortuna le alternative più popolari offrono strumenti altrettanto validi. La logica di fondo, infatti, non cambia: si basa sempre sull'applicazione di stili gerarchici ai titoli.

Su Google Docs:
Il funzionamento è praticamente identico. Usa il menu a tendina che di solito mostra "Testo normale" per applicare gli stili "Titolo 1", "Titolo 2", e così via. Una volta formattati i titoli, vai su Inserisci > Sommario e scegli se vuoi i numeri di pagina o i link blu. Per aggiornarlo, basta un clic sull'indice e poi sull'icona di ricarica che compare. Facilissimo.

Su LibreOffice Writer:
Anche qui, tutto ruota attorno al pannello Stili e formattazione (puoi aprirlo con F11 o dal menu Stili). Applica gli stili predefiniti (Intestazione 1, Intestazione 2…) ai tuoi titoli. Fatto questo, vai su Inserisci > Indice generale e indice analitico > Indice generale, indice analitico o bibliografia. Si aprirà una finestra che ti consentirà di personalizzare ogni dettaglio prima di generarlo.

L'approccio per le tesi scientifiche: LaTeX

Se studi Fisica, Informatica o Ingegneria, magari al Politecnico di Milano o Torino, è molto probabile che tu stia usando LaTeX. Questo sistema è un altro mondo: offre un controllo e una qualità tipografica senza pari, specialmente quando devi gestire decine di formule matematiche, nel pieno rispetto degli standard editoriali accademici.

Con LaTeX, la logica è ancora più pulita e diretta. Non devi fare altro che usare i comandi giusti per definire la struttura:

  • chapter{Titolo del Capitolo}
  • section{Titolo della Sezione}
  • subsection{Titolo della Sottosezione}

Una volta che hai organizzato il documento con questi comandi, inserisci questa singola riga di codice dove vuoi che compaia l'indice: tableofcontents. LaTeX penserà a tutto il resto, creando un indice impeccabile e numerato. La sua forza è la coerenza: ogni volta che compili il documento, l'indice si aggiorna in automatico.

Confronto Funzionalità Indice Automatico per Software

Per aiutarti a visualizzare meglio le differenze, ecco una comparazione diretta delle funzionalità offerte dai software di scrittura più usati dagli studenti.

Funzionalità Microsoft Word Google Docs LibreOffice Writer LaTeX
Metodo principale Uso degli Stili (Titolo 1, 2…) Uso degli Stili (Titolo 1, 2…) Uso degli Stili (Intestazione 1, 2…) Comandi strutturali (chapter, section)
Inserimento Indice Menu "Riferimenti" > "Sommario" Menu "Inserisci" > "Sommario" Menu "Inserisci" > "Indice generale" Comando tableofcontents
Aggiornamento Clic destro > "Aggiorna campo" Clic sull'icona di aggiornamento Clic destro > "Aggiorna indice" Automatico a ogni compilazione
Personalizzazione Buona, tramite finestra di dialogo Limitata, legata agli stili Molto alta, tramite finestra dedicata Totale, tramite pacchetti aggiuntivi
Ideale per Tesi umanistiche e sociali Lavori collaborativi e online Chi cerca un'alternativa open source Tesi scientifiche e tecniche

📌 In Sintesi – Indice Automatico:

  • La chiave è usare gli "Stili" (Titolo 1, Titolo 2, etc.) per definire la gerarchia.
  • Genera l'indice con le funzioni "Sommario" o "Indice generale" del tuo software.
  • Aggiorna sempre l'intero indice prima della consegna finale per evitare errori.
  • Scegli lo strumento giusto: Word per la flessibilità, LaTeX per il rigore scientifico.

Curare la formattazione per un indice impeccabile

Avere un indice che funziona è solo metà dell'opera. Per fare davvero una bella figura, specialmente in un contesto accademico, l'aspetto visivo deve essere pulito, professionale e in linea con le direttive del tuo ateneo. La formattazione è quel tocco in più che trasforma un semplice elenco in un biglietto da visita per il tuo elaborato finale.

Mettere mano alla presentazione dell'indice non è tempo perso, fidati. È un investimento diretto su come verrà percepita la qualità di tutto il tuo lavoro. Un allineamento perfetto, una numerazione coerente e un font appropriato comunicano rigore e attenzione, qualità che fanno sempre colpo su una commissione di laurea.

Le convenzioni accademiche italiane

Nelle università italiane, ci sono delle "regole non scritte" (e a volte molto scritte) sulla formattazione che è sempre meglio conoscere. Ogni facoltà può avere le sue direttive specifiche, quindi la prima cosa da fare è consultare il sito del tuo corso di laurea o le linee guida ufficiali. Detto questo, ci sono delle prassi consolidate che valgono quasi ovunque.

Una delle più importanti riguarda la numerazione delle pagine:

  • Numeri romani (i, ii, iii…): Si usano per le sezioni preliminari, cioè tutto ciò che viene prima del primo capitolo vero e proprio. Parliamo dei ringraziamenti, dell'abstract e, sì, anche dell'indice stesso.
  • Numeri arabi (1, 2, 3…): La numerazione riparte da 1 con la prima pagina dell'Introduzione. Da lì, prosegue per tutto il corpo della tesi, fino alle conclusioni, alla bibliografia e alle appendici.

Questa semplice distinzione serve a separare formalmente le parti introduttive dal cuore della tua ricerca.

La coerenza è tutto. Un indice disordinato, con allineamenti sballati e stili diversi, lancia un messaggio di trascuratezza che, agli occhi di un professore, potrebbe estendersi all'intera ricerca. Dedicare tempo alla formattazione è una forma di rispetto per chi legge e un modo per valorizzare la fatica che hai fatto.

Per ottenere un risultato perfetto senza impazzire, il segreto è affidarsi agli strumenti automatici. Questo schema riassume il flusso di lavoro ideale.

Diagramma di flusso che illustra il processo per creare un indice automatico: applica stili, genera indice, aggiorna campi.

Una volta impostati gli stili, ti basterà un clic per generare e aggiornare l'indice ogni volta che modifichi il documento. Comodo, no?

Allineamento e personalizzazione dello stile

Uno degli errori più comuni e brutti da vedere? Il disallineamento tra il titolo del capitolo e il numero di pagina. Per favore, non provare ad allinearli con la barra spaziatrice! La soluzione professionale si chiama punti di tabulazione con riempimento.

Quando personalizzi l'indice automatico in Word o LibreOffice, cerca l'opzione per impostare una tabulazione destra con un carattere di riempimento (i classici puntini). Così facendo, otterrai colonne perfettamente incolonnate, con un aspetto ordinato e facile da leggere.

Oltre all'allineamento, puoi intervenire su altri dettagli per seguire le linee guida della tua facoltà:

  • Font: In genere si usa lo stesso del corpo del testo (ad esempio, Times New Roman).
  • Dimensione: Spesso si sceglie un punto in meno rispetto al testo principale (es. 11pt se il testo è a 12pt).
  • Interlinea: Mantieni la stessa del resto del documento (es. 1.5) per dare un senso di continuità visiva.

La cura di questi dettagli fa la differenza. Se vuoi approfondire tutte le regole di impaginazione, ti consigliamo di dare un'occhiata alla nostra guida completa sulla formattazione della tesi di laurea.

Cosa includere nell'indice generale

Ecco un'altra domanda che tormenta molti laureandi: cosa ci metto nell'indice? La risposta è facile: tutto ciò che è utile al lettore per orientarsi.

Con "tutto" non intendo solo i capitoli, ma ogni singola sezione che compone la tua tesi, da cima a fondo. Un indice completo dovrebbe elencare:

  1. Sezioni preliminari: Ringraziamenti, Abstract (se presenti).
  2. Corpo centrale: Introduzione, tutti i Capitoli con i relativi Paragrafi (e sottoparagrafi se necessario).
  3. Sezioni finali: Conclusioni, Bibliografia, eventuali Appendici.
  4. Indici specifici: Se hai un indice delle figure o delle tabelle, anche questi vanno menzionati nell'indice generale.

Includere ogni elemento dà una mappa chiara e completa del tuo lavoro, permettendo a chiunque di orientarsi facilmente tra le varie parti della tesi.

📌 In Sintesi – Formattazione:

  • Controlla le linee guida del tuo ateneo: sono la fonte più autorevole.
  • Usa i numeri romani per le sezioni preliminari e i numeri arabi dall'introduzione in poi.
  • Allinea i numeri di pagina con le tabulazioni, non con gli spazi.
  • Includi tutte le sezioni della tesi, dalla prima all'ultima.

Risolvere i problemi più comuni con l'indice

Capita. Anche quando pensi di aver seguito alla lettera ogni passaggio, l'indice automatico decide di fare di testa sua. È un classico momento di panico che ogni studente, da Nord a Sud, ha vissuto almeno una volta poco prima della consegna.

Niente paura. Considera questa sezione come un piccolo pronto soccorso per sistemare gli errori più frustranti, senza perdere tempo prezioso e, soprattutto, senza perdere la calma.

Un capitolo è sparito dall'indice

È l'errore più diffuso in assoluto. Scrivi pagine e pagine, aggiorni il sommario e… puff, quel capitolo non esiste. Prima di pensare al peggio, sappi che la soluzione è quasi sempre banale: ti sei semplicemente dimenticato di applicare lo stile corretto al titolo.

I programmi di scrittura come Word o Google Docs non leggono nel pensiero. Loro inseriscono nell'indice solo i testi che tu hai contrassegnato come titoli (ad esempio, Titolo 1, Titolo 2, ecc.).

Ecco la procedura per risolvere il mistero:

  • Vai alla pagina dove si trova il capitolo o paragrafo "fantasma".
  • Evidenzia con il mouse il testo del titolo che non compare.
  • Nella barra degli strumenti, applica lo stile gerarchico corretto (es. Titolo 1 per un capitolo principale, Titolo 2 per un sottocapitolo).
  • Ora torna all'indice, clicca con il tasto destro del mouse e scegli "Aggiorna campo", poi seleziona "Aggiorna intero sommario".

Come per magia, il tuo capitolo apparirà al suo posto. Prendi l'abitudine di controllare gli stili mentre scrivi: è il modo migliore per evitare questo problema fin dall'inizio.

La formattazione è completamente impazzita

A volte, dopo un aggiornamento, l'indice si trasforma in un disastro: font diversi, allineamenti sballati, rientri che non seguono alcuna logica. Questo succede quasi sempre quando si fa un po' di "fai da te", mescolando la formattazione manuale (usando il grassetto o cambiando la dimensione del carattere a mano) con gli stili predefiniti.

La regola d'oro è questa: non formattare mai manualmente un titolo a cui hai già applicato uno stile. Se non ti piace l'aspetto dei tuoi "Titolo 2", non modificarli uno a uno. Modifica direttamente lo stile "Titolo 2".

Per farlo, nella galleria degli stili, clicca con il tasto destro sullo stile che vuoi cambiare (es. "Titolo 2") e seleziona "Modifica". Da quel pannello potrai cambiare font, colore e spaziatura per tutti i titoli di quel livello in un colpo solo, garantendo uniformità a tutto il documento.

I numeri di pagina sono sbagliati

Hai appena aggiunto un'intera sezione di grafici e tabelle, ma l'indice è rimasto fermo a dieci pagine prima. Questo è il classico errore di distrazione: o ti sei scordato di aggiornare il sommario, o hai scelto l'opzione sbagliata.

Quando aggiorni l'indice, il software ti presenta solitamente due scelte:

  • "Aggiorna solo i numeri di pagina": È l'opzione più veloce, ma usala solo se hai aggiunto o tolto testo senza toccare i titoli.
  • "Aggiorna intero sommario": Questa è l'opzione che dovresti usare sempre. Aggiorna sia la numerazione delle pagine sia eventuali titoli che hai modificato, aggiunto o eliminato.

Falla diventare la tua routine: l'ultimissima cosa da fare prima di esportare il PDF finale è un aggiornamento completo dell'intero sommario.

💡 Consiglio Tesify: L'editor di Tesify è stato pensato proprio per prevenire questi grattacapi. Quando imposti la struttura della tua tesi sulla nostra piattaforma, il sistema garantisce la coerenza in modo automatico. L'indice si genera e si aggiorna senza che tu debba preoccuparti di stili e formattazione, così puoi concentrarti solo su ciò che conta davvero: il contenuto della tua ricerca.

Errori strategici che indeboliscono la tua tesi

Oltre ai problemi tecnici, ci sono un paio di leggerezze strutturali che è meglio non commettere.

  1. Mischiare stili e formattazione manuale: Lo abbiamo già detto, ma vale la pena ripeterlo. È il biglietto di sola andata per un indice caotico e dall'aspetto poco curato. La coerenza è tutto: affidati solo e sempre agli stili.
  2. Creare un indice troppo profondo: Un buon indice arriva al massimo al terzo livello gerarchico (ad esempio, 1.1.1). Spingersi oltre (come 1.1.1.1) appesantisce inutilmente la lettura e rende la struttura della tesi difficile da seguire. A meno di richieste specifiche del tuo relatore, fermati al terzo livello. Se hai dubbi su come trovare il giusto equilibrio, dare un'occhiata a qualche esempio di indice per tesi di laurea ben fatto può darti l'ispirazione giusta.

Prevenire, come sempre, è meglio che curare. Conoscere questi problemi ti aiuterà a evitarli sul nascere, per un processo di scrittura più sereno e un risultato finale di cui essere fiero.

📌 In Sintesi – Risoluzione Problemi:

  • Capitolo mancante? Controlla di aver applicato lo stile corretto (Titolo 1, 2, etc.).
  • Formattazione caotica? Modifica lo stile direttamente, non il singolo titolo.
  • Numeri di pagina errati? Fai un "Aggiorna intero sommario" come ultima cosa.
  • Evita indici troppo dettagliati: fermati al terzo livello gerarchico (es. 1.1.1).

Conclusione: il tuo indice, il tuo successo

Siamo alla fine del nostro percorso. Ormai hai tutti gli strumenti per creare un indice che non sia solo un elenco di capitoli, ma un vero e proprio valore aggiunto per la tua tesi. È il biglietto da visita del tuo lavoro, la prima cosa che il relatore guarderà per farsi un'idea della struttura e del rigore della tua ricerca.

Abbiamo visto quanto sia fondamentale pianificare la struttura in anticipo, come sfruttare gli strumenti automatici per risparmiare ore di lavoro e perché la cura dei dettagli di formattazione fa davvero la differenza. Un buon indice dimostra un pensiero chiaro e un metodo di lavoro impeccabile.

Prima di cliccare "invia" e consegnare il frutto di mesi di fatica, usa la nostra checklist per essere sicuro al 100% che tutto sia perfetto.

Checklist: L'Indice a Prova di Commissione

  • Coerenza degli Stili: Ogni titolo (capitolo, paragrafo) ha il suo stile gerarchico (Titolo 1, 2, 3)?
  • Aggiornamento Finale: Hai fatto un "Aggiorna intero sommario" un attimo prima di salvare il PDF definitivo?
  • Numerazione Corretta: Hai usato i numeri romani per le sezioni preliminari e quelli arabi dall'introduzione in poi?
  • Allineamento Pulito: I numeri di pagina sono perfettamente allineati a destra con i puntini di riempimento?
  • Completezza: L'indice include tutte le sezioni, dalla prima (es. Ringraziamenti) all'ultima (es. Bibliografia)?
  • Formattazione Conforme: Font, dimensione e interlinea rispettano le linee guida del tuo ateneo?

Se hai spuntato tutte le voci, puoi tirare un sospiro di sollievo. Il tuo indice è pronto a fare un'ottima impressione.

Ricapitolando, per un Indice Perfetto:

  • Pianifica prima di scrivere: Crea un indice provvisorio come mappa.
  • Usa gli stili del software: È l'unico modo per un indice automatico e senza errori.
  • Cura la formattazione: Rispetta le convenzioni accademiche.
  • Aggiorna alla fine: Un solo clic prima della consegna ti salva dal panico.

Prossimi Passi

Ora che sai come fare l'indice della tesi, il prossimo passo è applicare queste conoscenze. Se vuoi eliminare ogni stress legato alla formattazione e concentrarti solo sulla ricerca, prova Tesify. La nostra piattaforma è progettata per guidarti nella stesura, generando automaticamente un indice perfetto e garantendo che il tuo elaborato rispetti tutti gli standard accademici.

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Domande Frequenti (FAQ)

Creare l'indice della tesi può sembrare una formalità, ma spesso nasconde qualche piccolo intoppo. Rispondiamo alle domande più comuni degli studenti per chiarire ogni dubbio.

L'indice si fa all'inizio o alla fine?

La risposta giusta è: in entrambi i momenti, ma con scopi diversi. All'inizio del tuo percorso, crea un indice provvisorio: una bozza che ti guidi nella scrittura e che puoi discutere con il relatore. L'indice definitivo, quello che andrà nel documento finale, va invece generato in automatico solo alla fine, a scrittura ultimata, e aggiornato un'ultima volta prima della consegna.

Che differenza c'è tra indice e sommario?

Nel linguaggio comune si usano come sinonimi, ma tecnicamente sono due cose diverse. Il sommario (o abstract) è un riassunto breve (circa 250 parole) di obiettivi, metodi e risultati della tesi. L'indice, invece, è l'elenco strutturato dei capitoli e dei paragrafi con i relativi numeri di pagina. Quando si parla di "struttura della tesi", ci si riferisce all'indice.

Introduzione e conclusione vanno nell'indice?

Assolutamente sì. Non sono sezioni di contorno, ma parti integranti e fondamentali della tesi. Devono comparire nell'indice con la loro numerazione, così come ogni altra sezione rilevante: ringraziamenti, bibliografia, appendici e indici specifici (es. indice delle figure).

Quanto devo scendere nel dettaglio con i titoli?

L'equilibrio è la chiave. Un indice efficace arriva almeno al secondo livello di titolazione (capitoli e paragrafi principali). Puoi spingerti fino al terzo livello (sottoparagrafi, es. 1.1.1) se l'argomento è molto complesso. Evita di andare oltre: un indice con troppi livelli diventa illeggibile e confonde il lettore invece di aiutarlo.

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