Sei arrivato quasi in fondo. La tesi è lì, sul desktop, un file che racchiude mesi di fatica, ricerca e notti insonni. Eppure, proprio ora che dovresti sentirti sollevato, un dubbio ti tormenta: e se qualche frase fosse troppo simile a una fonte che hai consultato? Se una parafrasi non fosse abbastanza "tua"? Lo sapevi che, secondo recenti statistiche accademiche, oltre il 30% dei casi di plagio nelle tesi italiane è del tutto involontario?
Un controllo plagio gratis può essere la soluzione per placare quest'ansia. Si tratta di strumenti online che in pochi minuti confrontano il tuo testo con un oceano di pagine web e pubblicazioni, offrendoti una prima, fondamentale valutazione sull'originalità del tuo lavoro. È un piccolo passo che può farti dormire sonni molto più tranquilli, se usato con consapevolezza.
📋 IN BREVE
⏱️ Tempo di lettura: 12 minuti
In questo articolo scoprirai:
- Quali sono i migliori strumenti gratuiti e i loro limiti nascosti che nessuno ti dice.
- Come leggere un report di somiglianza per distinguere un vero problema da un falso allarme.
- Tecniche "manuali" per scovare somiglianze che sfuggono ai software automatici.
- Quando è il momento di passare a una soluzione professionale per una sicurezza al 100%.
Alla fine avrai tutto quello che serve per verificare l'originalità della tua tesi, proteggerti da qualsiasi rischio e arrivare alla discussione con serenità.
Superare l’ansia da plagio: una guida pratica per la tua tesi
La pagina bianca è solo un lontano ricordo. La tua tesi ha una struttura, un corpo, un'anima. Ma con l'avvicinarsi della consegna, un'altra paura si fa strada: quella del plagio. Non stiamo parlando di copiare volontariamente, ma di quegli errori subdoli che possono capitare a tutti: una citazione gestita male, una parafrasi troppo fedele, un'idea espressa con le stesse parole della fonte originale.
Questi scivoloni, anche se involontari, possono trasformare il tuo duro lavoro in un incubo accademico. Ecco perché questa guida non si limiterà a elencare qualche tool gratuito. Il nostro obiettivo in Tesify è darti gli strumenti per usare questi software con intelligenza e interpretare i risultati senza farti prendere dal panico.

Il plagio non è (quasi) mai un atto volontario
Sfatamo subito un mito: la maggior parte degli studenti non plagia di proposito. Anzi. Il più delle volte, il plagio è figlio della fretta, di una gestione un po' caotica delle fonti o di una parafrasi fatta senza la dovuta attenzione. L'ansia da prestazione e le scadenze che incombono fanno il resto, portando a errori involontari che, purtroppo, hanno conseguenze molto serie.
Questa pressione è una compagna di viaggio fin troppo comune per chi scrive la tesi. Se ti senti sopraffatto, non sei solo. È fondamentale imparare a gestire lo stress per non compromettere la qualità del tuo lavoro. A questo proposito, ti consiglio di leggere la nostra guida su come gestire l’ansia da tesi di laurea con 7 strategie efficaci.
Cosa dicono i regolamenti universitari in Italia
Le università italiane sono molto chiare e severe sul tema. Atenei come l'Università di Bologna, la Sapienza di Roma o l'Università di Padova hanno regolamenti antiplagio molto rigidi, con sanzioni che vanno dall'annullamento della prova fino all'espulsione nei casi più gravi.
Tanto per darti un'idea, dal 2015 l'Università di Padova ha notato che il 42% delle copiature proveniva da un numero limitato di siti web. Questo ha spinto l'ateneo a rafforzare non solo i controlli, ma anche l'educazione degli studenti su come citare correttamente le fonti (trovi più dettagli su come l'ateneo affronta il plagio).
Lo scopo di questa guida, quindi, è trasformare la tua paura in consapevolezza. Vogliamo darti un metodo di lavoro proattivo, che ti permetta di garantire l'autenticità della tua ricerca e di arrivare alla discussione con la serenità di chi sa di aver fatto un lavoro onesto e originale. Un lavoro di cui essere fiero.
In sintesi:
- Plagio involontario: È il rischio più comune, causato da fretta e gestione caotica delle fonti.
- Regolamenti severi: Le università italiane (Bologna, Padova, Roma) applicano sanzioni rigide per ogni forma di plagio.
- Obiettivo della guida: Fornire un metodo per usare i tool gratuiti in modo consapevole e arrivare sereni alla discussione.
Come funzionano i software di controllo plagio (e i loro limiti)
Prima di lanciare il tuo elaborato finale in pasto al primo checker online che trovi, fermati un secondo. È fondamentale capire cosa succede davvero "dietro le quinte" quando usi uno di questi strumenti.
Non immaginare un'intelligenza artificiale che legge e capisce la tua tesi. Il meccanismo è molto più meccanico: il software scompone il testo in piccole frasi o sequenze di parole e le va a cercare in un gigantesco archivio, che è composto quasi interamente da pagine web pubbliche.
Questo spiega perché una percentuale di somiglianza, mettiamo del 15%, non significa automaticamente che hai copiato. Il programma si limita a dirti: "Ehi, questa frase l'ho già vista da qualche altra parte". Potrebbe essere una citazione perfettamente legittima, una definizione standard del settore o persino la bibliografia. L'intelligenza per distinguere un plagio vero e proprio da una semplice coincidenza resta, per fortuna, ancora tutta umana.
I limiti tecnici che devi assolutamente conoscere
Chiariamo subito un punto: non tutti gli strumenti gratuiti sono uguali. Alcuni sono abbastanza bravi a beccare un copia-incolla spudorato da un sito web, ma quasi tutti vanno in crisi di fronte a forme di plagio più elaborate.
Per esempio, una parafrasi fatta con un minimo di astuzia o, peggio ancora, un plagio tradotto da una fonte in un'altra lingua, spesso sfuggono completamente ai loro radar.
Il motivo è semplice: i loro database, per quanto enormi, sono pieni di buchi. Di solito escludono:
- Libri di testo che non sono mai stati digitalizzati.
- Articoli scientifici protetti da paywall (la maggior parte della ricerca accademica di qualità).
- La stragrande maggioranza delle tesi di laurea, che non vengono pubblicate online.
In pratica, un risultato "pulito" da un controllo plagio gratis non è una garanzia assoluta di originalità. Prendilo come un primo campanello d'allarme, un controllo di base, ma nulla di più. Se ti serve un'analisi più seria, puoi dare un'occhiata alla nostra guida sui 3 tool segreti per il controllo plagio della tesi nel 2025, dove mettiamo a confronto diverse opzioni.
💡 Consiglio Tesify: Il contesto è tutto: come ragionano le università. Ricorda che nessuna commissione di laurea si fermerà mai a guardare solo una percentuale. Il Politecnico di Torino, ad esempio, pur avendo reso obbligatorio il controllo per i relatori, mette in chiaro che non esiste una soglia magica per definire il plagio. La valutazione finale spetta sempre e solo al docente, che analizza il report e capisce il contesto di quelle somiglianze. Per farti un'idea più precisa, dai un'occhiata alla loro policy antiplagio; ti aiuterà a capire come viene gestito il processo a livello istituzionale.
Scegliere lo strumento giusto (per le tue esigenze)
Quando cerchi un tool gratuito, non cliccare sul primo risultato di Google e basta. Soffermati un attimo a valutare tre aspetti chiave che fanno tutta la differenza del mondo:
- Limiti di parole: Molti servizi ti obbligano a spezzettare il lavoro in piccoli blocchi. È un processo snervante e macchinoso che ti fa perdere un sacco di tempo.
- Fonti analizzate: Cerca di capire da dove pescano le informazioni. Il loro database è limitato al web o include anche qualche pubblicazione accademica? L'ampiezza fa la differenza.
- Politica sulla privacy: Questo è il punto più critico. Stai per caricare il frutto di mesi di lavoro su un server di cui non sai nulla. Devi essere assolutamente sicuro che lo strumento garantisca di non conservare, rivendere o, peggio, ripubblicare il tuo testo.
Se scegli con un po' di criterio, puoi usare questi tool per quello che sono realmente: un aiuto prezioso, ma non certo un verdetto finale e inappellabile.
In sintesi:
- Funzionamento meccanico: I software scompongono il testo e lo confrontano con database web, non "capiscono" il contesto.
- Database incompleti: Mancano libri, articoli scientifici a pagamento e la maggior parte delle altre tesi.
- Criteri di scelta: Valuta sempre limiti di parole, ampiezza del database e, soprattutto, la politica sulla privacy prima di caricare il tuo lavoro.
Come interpretare un report di somiglianza senza panico
Bene, è ora di passare dalla teoria alla pratica. Hai scelto uno strumento gratuito, hai caricato il tuo testo e adesso hai davanti un report con una percentuale che, forse, ti mette un po' d'ansia. Niente panico. Un risultato di somiglianza non è una sentenza di colpevolezza, ma una mappa per orientarti.
Caricare il file è la parte facile: di solito basta un copia-incolla o un semplice upload. La vera sfida inizia dopo, quando vedi un numero come 20% di somiglianza. La prima reazione è quasi sempre un tuffo al cuore, ma è fondamentale capire che non tutto quello che il software evidenzia è plagio vero e proprio.
Per capire cosa succede "sotto il cofano", guarda questo schema. Illustra come un software antiplagio scompone il tuo testo e lo confronta con miliardi di fonti nel suo database.

Il tuo lavoro, a questo punto, è analizzare le corrispondenze che il software ha trovato, ma con un occhio critico.
Distinguere corrispondenze innocue da somiglianze pericolose
Un report di un controllo plagio gratis evidenzierà di tutto. La tua abilità sta nel separare il grano dal loglio, cioè distinguere i "falsi positivi" dalle somiglianze che richiedono un intervento immediato.
Nella maggior parte dei casi, puoi tranquillamente ignorare queste corrispondenze:
- Bibliografia e sitografia: È normale, anzi, auspicabile che vengano segnalate quasi al 100%. Significa che le fonti esistono.
- Citazioni dirette: Se hai usato le virgolette e inserito il riferimento alla fonte, la corrispondenza è perfettamente legittima. Il software fa solo il suo dovere segnalandola.
- Nomi di enti o leggi: Espressioni come "Università degli Studi di Milano" o "Decreto Legislativo n. 196/2003" sono stringhe fisse, non puoi certo parafrasarle.
- Definizioni tecniche e standard: Concetti universalmente noti nel tuo campo di studi, come "il principio di indeterminazione di Heisenberg", verranno inevitabilmente segnalati.
Il vero campanello d'allarme, quello che deve farti drizzare le antenne, suona quando il software evidenzia frasi o paragrafi che tu hai rielaborato. Se una tua parafrasi viene marcata come simile a un'altra fonte, significa che non è abbastanza originale. È troppo vicina al testo di partenza e devi assolutamente metterci mano.
Ricorda una cosa importante: il tuo relatore non si fermerà mai al numero della percentuale. Sa benissimo che bibliografia e definizioni tecniche alzano il punteggio. Andrà a guardare le somiglianze nel corpo del testo, lì dove si misura la tua capacità di rielaborazione critica.
Un metodo pratico per analizzare il report
Ok, hai il report davanti. Respira. Invece di farti sopraffare, segui un approccio metodico per analizzare ogni singola corrispondenza.
✅ Checklist per leggere il report
- Sfoltisci i falsi positivi: Per prima cosa, scorri il documento e individua bibliografia, citazioni virgolettate e nomi propri. Ignorali e passa oltre.
- Concentrati sulle parafrasi evidenziate: Questa è la parte cruciale. Prendi ogni frase segnalata e confrontala con la fonte originale indicata dal report. Ti sei limitato a cambiare due parole o a invertire l'ordine della frase? Se la risposta è sì, quello è un plagio involontario.
- Controlla le fonti dimenticate: A volte il report ti salva la vita, mostrandoti una fonte che hai usato ma che, per distrazione, hai dimenticato di citare. Questa è l'occasione perfetta per rimediare.
- Riscrivi e riformula senza pietà: Per ogni somiglianza sospetta, intervieni. Rielabora il concetto con parole completamente tue e, se possibile, cambia la struttura della frase.
Se vuoi capire meglio come viene valutata l'originalità di un elaborato, ti consiglio di leggere la nostra guida dettagliata sulla percentuale di plagio tollerata nella tesi. L'obiettivo non è raggiungere un irrealistico 0%, ma garantire che ogni somiglianza sia giustificata e accademicamente ineccepibile.
In sintesi:
- Non farti prendere dal panico: Una percentuale di somiglianza non è una condanna; va analizzata.
- Distingui i falsi positivi: Bibliografia, citazioni corrette e nomi propri sono corrispondenze normali e innocue.
- Focus sulle parafrasi: Il vero rischio è nelle rielaborazioni troppo simili all'originale. Usa il report per individuarle e correggerle.
- Usa la checklist: Segui un metodo per analizzare il report in modo sistematico e senza ansia.
I controlli manuali che nessun software potrà mai sostituire
Fidarsi ciecamente di un software antiplagio, soprattutto se gratuito, è un errore che non puoi permetterti. Certo, i loro database sono vasti, ma sono tutt'altro che onniscienti. Lasciano fuori un universo di materiale cruciale per una ricerca accademica seria: libri di testo non digitalizzati, articoli scientifici dietro paywall e, soprattutto, la stragrande maggioranza delle tesi di laurea non pubblicate online.
In pratica, una fetta enorme delle fonti che potresti aver consultato resta invisibile all'algoritmo. Per questo motivo, il vero controllo devi farlo tu. Non si tratta di abbandonare i tool online, ma di affiancarli con un'analisi critica, da vero artigiano della scrittura.

Usa Google come un investigatore accademico
Google e Google Scholar, se li usi con un po' di furbizia, diventano armi potentissime. Smettila di usarli solo per cercare parole chiave. Devi sfruttare gli operatori di ricerca avanzata per mettere alla prova i passaggi chiave del tuo elaborato.
La tecnica più semplice ed efficace è la ricerca per frase esatta. Prendi una frase particolarmente articolata o un concetto centrale del tuo testo – magari uno di quelli che, rileggendolo, senti "meno tuo" – e incollalo su Google mettendolo tra virgolette. Ad esempio: "l'impatto della resilienza psicologica nei contesti di stress lavorativo prolungato".
Questo piccolo accorgimento costringe Google a cercare esattamente quella sequenza di parole, nell'ordine in cui l'hai scritta. Spesso, questo trucco da cinque secondi fa saltar fuori una fonte che avevi letto settimane prima e che, per una semplice svista, hai dimenticato di citare a dovere. Può davvero salvarti da un bel guaio.
Il plagio da traduzione: il nemico invisibile
C'è una forma di plagio molto insidiosa che quasi nessun controllo plagio gratis riesce a beccare: il plagio da traduzione. In pratica, prendi un testo da una fonte straniera, lo traduci in italiano e lo spacci per tuo senza citare l'originale.
Dal punto di vista accademico, tradurre senza attribuire la fonte è grave quanto un copia-incolla. L'originalità di un pensiero non sta solo nelle parole, ma nella struttura logica, nella sequenza delle argomentazioni e nel modo in cui presenti i dati.
Per scovare questo rischio, nessun software può aiutarti. Devi fare un confronto manuale. Prendi i tuoi paragrafi più densi e confronta la loro struttura con quella delle fonti straniere che hai usato. Le tue frasi seguono lo stesso schema? Le idee sono presentate nella stessa identica sequenza? Se la risposta è sì, non è ispirazione, è una parafrasi troppo pigra, anche se in un'altra lingua.
Per evitare questo errore, devi smontare e rimontare il concetto con parole e una struttura completamente nuove. Se vuoi approfondire, la nostra guida su come fare una parafrasi efficace ti offre tecniche pratiche per non cadere in questa trappola comune.
L'obiettivo di queste verifiche manuali non è farti venire l'ansia, ma darti il pieno controllo del tuo lavoro. Così puoi essere sicuro di un'originalità che va ben oltre il semplice verdetto di un algoritmo.
In sintesi:
- I software non vedono tutto: Fonti cruciali come libri e articoli a pagamento sono invisibili ai tool gratuiti.
- Usa Google con le virgolette: Cerca frasi esatte per scovare fonti dimenticate.
- Attenzione al plagio da traduzione: Tradurre senza citare è plagio. Confronta la struttura dei tuoi paragrafi con le fonti straniere.
- Il controllo finale è tuo: L'analisi manuale è insostituibile per garantire una vera originalità.
I limiti dei controlli antiplagio gratuiti e perché una soluzione professionale fa la differenza
Un controllo antiplagio gratuito può sembrare la soluzione più comoda e immediata. In effetti, è un ottimo primo passo per farsi un'idea generale, una sorta di "check-up" rapido per la tua tesi. Ma attenzione a non cadere in un falso senso di sicurezza.
Affidarsi ciecamente a questi strumenti è un po' come usare un ombrello bucato durante un temporale: qualche goccia la ferma, ma il rischio di ritrovarsi fradici è altissimo.
I loro punti deboli, a ben vedere, sono parecchi. Molti impongono limiti di parole piuttosto stretti, costringendoti a spezzettare il testo in decine di controlli separati. Un processo lungo, noioso e poco efficiente. A questo si aggiungono spesso pubblicità invadenti e, cosa ancora più importante, una totale mancanza di garanzie sulla privacy dei tuoi dati.
Ottenere un report "pulito" da uno di questi servizi, quindi, non è una polizza assicurativa. È solo un'indicazione parziale, basata su un database che, nella maggior parte dei casi, non include la letteratura scientifica più specialistica o le pubblicazioni accademiche più recenti.
Quando il gratuito non basta più
La vera domanda da porsi è: qual è il momento giusto per passare a una soluzione professionale? La risposta sta tutta nella differenza tra un approccio reattivo e uno proattivo. I checker gratuiti, semplicemente, reagiscono a un problema che già esiste. Una piattaforma integrata come Tesify, invece, è pensata per prevenirlo sul nascere.
Oggi le università italiane hanno alzato l'asticella dei controlli, con tolleranza quasi zero per il plagio e per i testi generati dall'IA non rielaborati in modo critico. Un report con una percentuale di somiglianza del 35% può mandare all'aria mesi di duro lavoro. Sebbene i detector di IA abbiano raggiunto un'accuratezza dell'83%, l'ultima parola spetta sempre al relatore.
Qui entra in gioco il vantaggio di uno strumento professionale: il 90% degli utenti di Tesify evita problemi di plagio grazie a funzionalità come la 'Penna Magica', che non si limita a cambiare qualche parola, ma riformula le frasi per garantire un'originalità al 100% in linea con le norme accademiche italiane. Per approfondire le tendenze nel mondo accademico, puoi consultare le pubblicazioni dell'Istat.
Invece di scoprire il plagio a lavoro finito, puoi evitarlo mentre scrivi. Funzioni come le 'Smart Citazioni' ti permettono di inserire le fonti in modo corretto con un solo clic, riducendo drasticamente il rischio di quelle piccole, ma pericolose, dimenticanze.
💡 Consiglio Tesify: L'approccio Tesify
Il nostro obiettivo non è darti un semplice software antiplagio, ma un vero e proprio ecosistema di scrittura che ti accompagni verso l'originalità. Strumenti come la 'Penna Magica' non sostituiscono sinonimi a caso: ti aiutano a ripensare la struttura della frase, trasformando una parafrasi rischiosa in un concetto realmente tuo.
Prevenire è meglio che curare
Questo cambio di prospettiva è la chiave di tutto. Un approccio proattivo non solo ti mette al riparo da brutte sorprese e conseguenze accademiche, ma abbatte drasticamente lo stress legato alla stesura della tesi.
Non dovrai più vivere con l'ansia del controllo finale, perché la correttezza e l'originalità le hai costruite tu, paragrafo dopo paragrafo.
Scegliere una soluzione professionale significa investire sulla qualità del tuo lavoro e sulla tua serenità. Ti assicura la piena conformità con i regolamenti universitari più severi e ti lascia libero di concentrarti su ciò che conta davvero: il contenuto e il valore della tua ricerca.
In sintesi:
- Limiti dei tool gratuiti: I problemi principali sono i limiti di parole, le pubblicità invasive e le scarse garanzie sulla privacy dei tuoi dati.
- Approccio reattivo vs proattivo: I checker gratuiti si limitano a trovare i problemi, mentre le piattaforme professionali ti aiutano a prevenirli durante la scrittura.
- Vantaggi delle soluzioni integrate: Strumenti come la 'Penna Magica' e le 'Smart Citazioni' di Tesify garantiscono originalità e conformità accademica fin dall'inizio.
- Meno stress, più qualità: Lavorare in modo proattivo elimina l'ansia del controllo finale, permettendoti di scrivere con più tranquillità e concentrazione.
FAQ: Le domande più frequenti sul controllo plagio della tesi
Quando si arriva alla fase di controllo della tesi, è normale avere mille dubbi. Abbiamo raccolto qui le domande che gli studenti ci pongono più spesso, con risposte pratiche e dirette per aiutarti a superare questa fase senza ansie inutili.
Qual è la percentuale di plagio tollerata dalle università?
Questa è la domanda classica, ma la risposta non è un numero magico. Scordati l'idea di una soglia fissa e universale, perché semplicemente non esiste. La maggior parte degli atenei italiani, da Milano a Torino, ragiona in termini di contesto, non di cifre.
La decisione finale spetta quasi sempre al relatore. Una percentuale di somiglianza del 15-20% può essere del tutto normale, persino attesa, se è dovuta a elementi come:
- La bibliografia e la sitografia.
- Nomi di leggi, definizioni tecniche o nomi di enti.
- Citazioni dirette, ma solo se sono state inserite correttamente tra virgolette.
Al contrario, anche solo un 5% di testo palesemente copiato e incollato senza citare la fonte può trasformarsi in un problema serissimo. Morale della favola? È il contesto a fare tutta la differenza del mondo.
I software di controllo plagio gratuiti sono sicuri per la mia privacy?
Voglio essere sincero: dipende, ma nel dubbio è meglio non rischiare. Molti servizi online gratuiti non sono trasparenti su come gestiscono i file che carichi. Il pericolo, anche se può sembrare remoto, è che la tua tesi venga salvata nei loro database, riutilizzata o, nel peggiore dei casi, resa pubblica.
Stiamo parlando di un documento inedito, frutto di mesi del tuo lavoro. È un rischio che non ha senso correre. Per questo, il nostro consiglio è di affidarti sempre a piattaforme che mettono la privacy al primo posto, come quelle professionali o quelle fornite direttamente dalla tua università.
La tua tesi è un bene prezioso, il risultato del tuo impegno intellettuale. Proteggerla è importante quanto scriverla. Non caricarla mai su un sito di cui non conosci e approvi la politica sulla privacy.
Se cambio le parole di una frase, è ancora plagio?
Questa tecnica si chiama parafrasi. Di per sé è lecita, ma solo se rispetti due regole d'oro. La prima è che la tua rielaborazione deve essere sostanziale. Non basta cambiare un paio di aggettivi o invertire l'ordine della frase. Devi fare tuo il concetto e riesprimerlo con parole e una struttura completamente diverse.
La seconda regola non è negoziabile: devi sempre e comunque citare la fonte originale. Anche se hai riformulato il testo in modo brillante, omettere il riferimento è una delle forme più comuni – e gravi – di plagio accademico.
La bibliografia viene inclusa nel calcolo della percentuale di plagio?
Sì, quasi tutti i software evidenziano la bibliografia come una corrispondenza, e questo fa inevitabilmente salire la percentuale totale. Non farti prendere dal panico: questo è il classico esempio di "falso positivo".
Quando il tuo relatore analizzerà il report, saprà benissimo come interpretarlo. Ignorerà le corrispondenze legate alla bibliografia e alle citazioni corrette, perché sa che sono parte integrante del lavoro. L'importante è che tutte le altre somiglianze, quelle che si trovano nel corpo del testo, siano giustificate e legittime.
Conclusione: il tuo prossimo passo verso una tesi originale
Affrontare il controllo antiplagio può sembrare una scalata, ma con il giusto approccio e gli strumenti adatti, diventa solo un'altra tappa del percorso.
In questa guida abbiamo visto:
- L'importanza di non fidarsi ciecamente dei tool gratuiti, conoscendone i limiti.
- Come analizzare un report di somiglianza in modo critico, distinguendo i falsi allarmi dai rischi reali.
- L'insostituibile valore dei controlli manuali per garantire l'originalità del tuo lavoro di ricerca.
- La differenza tra un approccio reattivo (trovare il plagio alla fine) e uno proattivo (prevenirlo mentre scrivi).
Tesify è nato proprio per questo: per darti un ambiente di scrittura che ti aiuta a prevenire il plagio fin dall'inizio, non solo a scovarlo alla fine. Funzioni come la Penna Magica per riformulare e le Smart Citazioni per non dimenticare mai una fonte ti permettono di concentrarti solo sulla qualità della ricerca, con la certezza di produrre un lavoro originale.
✅ Vuoi scrivere la tua tesi senza l'ansia del plagio? Prova subito la piattaforma Tesify e scopri la differenza.



