Tesi di laurea margini: la guida definitiva per Word, Docs e LaTeX

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Hai passato mesi a raccogliere dati, a leggere fonti e a scrivere capitoli. Ora che la tua tesi di laurea prende forma, un nuovo incubo si materializza: il cursore lampeggiante su una pagina bianca e la paura di sbagliare i margini della tesi di laurea fin dal primo clic. Non preoccuparti, è un'ansia comune che ha colpito il 99% degli studenti prima di te. Sei nel posto giusto per risolverla una volta per tutte.

La formattazione può sembrare un dettaglio, ma è la cornice del tuo lavoro, il primo segnale di professionalità che invii al relatore e alla commissione. Impostare i margini correttamente non è solo una questione di estetica, ma una necessità tecnica per garantire leggibilità e rispettare le normative accademiche del tuo ateneo, che sia il Politecnico di Milano, l'Università di Bologna o La Sapienza di Roma.

📋 IN BREVE

⏱️ Tempo di lettura: 12 minuti

In questo articolo scoprirai:

  • Come interpretare le linee guida del tuo ateneo per non sbagliare mai.
  • Il ruolo fondamentale del margine di rilegatura per una stampa perfetta.
  • Le istruzioni passo-passo per impostare i margini sui software più usati: Word, Google Docs e LaTeX.
  • Una checklist pratica per un controllo finale a prova di errore.

Alla fine avrai tutto quello che serve per impostare i margini della tua tesi in autonomia, con la certezza di ottenere un risultato professionale e conforme alle regole accademiche.

Impostare i margini: partiamo dalle basi

Prima ancora di lanciarti a scrivere su Word o su qualsiasi altro programma, fermati un attimo. Capire perché i margini della tesi di laurea hanno determinate regole non è un vezzo accademico, ma una necessità pratica che ti salverà da un sacco di problemi dopo.

Pensa ai margini come alla cornice di un quadro: se è troppo stretta o sproporzionata, l'intera opera ne risente. Lo stesso vale per il tuo elaborato finale. Margini sbagliati possono dare subito un'impressione di sciatteria e rendere la lettura faticosa, un rischio che non vuoi correre dopo mesi di duro lavoro.

Il margine di rilegatura: l'eroe dimenticato

Di tutti i margini, quello a cui devi prestare più attenzione in assoluto è il margine sinistro. È lui il vero protagonista, quello che fa la differenza tra un lavoro leggibile e un pasticcio.

Il motivo è semplice: quando la tesi viene stampata e rilegata, una parte del foglio sul lato sinistro (di solito tra 0,5 e 1 cm) viene "mangiata" dalla colla o dalla spirale. Se non hai calcolato questo spazio extra, le prime parole di ogni riga potrebbero finire nascoste nella piega, costringendo chi legge a forzare la pagina per capire cosa c'è scritto. Un incubo, sia per il relatore che per la commissione.

💡 Consiglio Tesify
Il margine sinistro deve essere il più generoso. Una misura standard è 3 cm, ma alcune facoltà, come Ingegneria o Architettura, dove gli elaborati sono più spessi, arrivano a chiedere anche 3,5 cm. Verificalo subito, prima di scrivere una sola riga.

L'equilibrio degli altri margini

Se il margine sinistro ha una funzione prettamente tecnica, gli altri tre (superiore, inferiore e destro) servono a creare armonia visiva e a organizzare la pagina. Immaginali come una "zona di respiro" che guida l'occhio del lettore e accoglie informazioni essenziali.

Vediamo a cosa servono nel dettaglio:

  • Margine Superiore: È lo spazio perfetto per l'intestazione. Qui, di solito, si inserisce il titolo del capitolo o il tuo nome.
  • Margine Inferiore: Questa è la casa del numero di pagina, un elemento obbligatorio e fondamentale.
  • Margine Destro: La sua funzione è creare equilibrio visivo con il lato sinistro e, non meno importante, lasciare un po' di spazio bianco per le eventuali annotazioni del relatore o della commissione.

Ogni ateneo fa storia a sé

E qui arriviamo al punto cruciale. Non esiste una regola aurea valida per tutta Italia. Ogni università, e spesso ogni singolo corso di laurea, ha il suo regolamento specifico per i margini della tesi. Le direttive dell'Università di Bologna possono essere diverse da quelle del Politecnico di Milano o della Federico II di Napoli.

È una tua responsabilità informarti prima di iniziare. La prima cosa da fare è cercare sul sito del tuo dipartimento la "guida alla stesura della tesi" o il "vademecum per la prova finale". Se non la trovi, contatta la segreteria studenti. Ignorare queste regole significa rischiare che la segreteria ti rifiuti la copia cartacea il giorno della consegna. Fidati, è uno stress che vuoi assolutamente evitare.

Per darti un'idea generale, abbiamo preparato una tabella con i valori più comuni che incontrerai.

Guida rapida ai margini standard per la tesi

Questi valori rappresentano una base di partenza comune, ma ricorda di verificare sempre il regolamento specifico del tuo corso di laurea.

Tipo di margine Misura consigliata (cm) Funzione principale
Margine Sinistro 3 – 3,5 cm Spazio extra per la rilegatura, per evitare che il testo venga tagliato.
Margine Destro 2 – 2,5 cm Equilibrio visivo e spazio per le note della commissione.
Margine Superiore 2 – 2,5 cm Spazio per l'intestazione (titolo capitolo, nome del candidato).
Margine Inferiore 2 – 2,5 cm Spazio per il piè di pagina e la numerazione obbligatoria.

Prendi questa tabella come un riferimento, un punto di partenza per orientarti. Ma ricorda: le linee guida ufficiali del tuo ateneo hanno sempre e comunque l'ultima parola.


📌 In sintesi:

  • Il margine sinistro (o di rilegatura) è il più importante: deve essere più largo degli altri (minimo 3 cm) per evitare che la rilegatura nasconda il testo.
  • Gli altri margini (superiore, inferiore, destro) creano equilibrio e ospitano elementi come numeri di pagina e intestazioni.
  • La regola numero uno è controllare le linee guida del tuo ateneo: ogni università ha le sue specifiche, ignorarle è un grave errore.

Come impostare i margini su Word, Google Docs e LibreOffice

Bene, ora che abbiamo chiarito la teoria, è il momento di mettere le mani in pasta. Impostare i margini della tesi di laurea nel modo giusto fin dall'inizio è una di quelle piccole accortezze che ti salverà da un sacco di mal di testa e corse dell'ultimo minuto.

Per fortuna, i principali programmi di scrittura rendono l'operazione abbastanza indolore, una volta che sai dove cercare. Qui ti spieghiamo passo passo come fare su Microsoft Word, Google Docs e LibreOffice Writer, che sono di gran lunga i più usati dagli studenti italiani. Vedremo non solo come inserire i centimetri giusti, ma anche come usare il trucco dei "margini speculari", un vero salvavita se pensi di stampare la tesi in fronte-retro.

Per non sbagliare, il flusso di lavoro è semplice e logico: prima verifichi le regole del tuo ateneo, poi imposti i margini sul file e solo alla fine vai in stampa.

Un diagramma a flusso mostra i tre passaggi per la gestione dei margini della tesi: verifica, imposta e stampa.

Seguire quest'ordine ti garantisce che il documento nasca già con la struttura corretta, evitando di dover sistemare tutto quando hai già scritto decine di pagine.

Mettere mano ai margini della tesi su Microsoft Word

Microsoft Word è praticamente lo standard nelle università italiane. Il suo punto di forza è il controllo quasi millimetrico che ti dà sull'impaginazione.

Per regolare i margini, la strada è questa:

  • Vai sulla scheda Layout che trovi nella barra in alto.
  • Clicca sull'icona Margini.
  • Dal menu che si apre, ignora le opzioni predefinite e vai fino in fondo, cliccando su Margini personalizzati….

A questo punto si aprirà la finestra "Imposta pagina", il tuo centro di comando. Qui puoi inserire manualmente i valori in centimetri per i margini Superiore, Inferiore, Sinistro e Destro, basandoti su quello che ti ha chiesto l'università.

C'è una funzione che fa davvero la differenza: "Margini speculari". La trovi nel menu a tendina "Più pagine". Scegliendola, stai dicendo a Word che il documento andrà stampato su entrambi i lati del foglio. Come per magia, le etichette "Sinistro" e "Destro" diventeranno "Interno" ed "Esterno". In questo modo, il margine più ampio per la rilegatura verrà applicato automaticamente sul lato corretto: a sinistra per le pagine dispari e a destra per quelle pari. Un gioco da ragazzi.

Una volta sistemati i margini, un altro passo fondamentale è l'indice. Se non vuoi impazzire a crearlo a mano, abbiamo preparato una guida dettagliata su come creare un indice su Word per la tesi che ti farà risparmiare un sacco di tempo.

Regolare i margini per l'elaborato su Google Docs

Google Docs sta prendendo sempre più piede, soprattutto perché ti permette di lavorare online da qualsiasi dispositivo e collaborare facilmente con il tuo relatore. Anche qui, sistemare i margini è molto semplice.

Fai così:

  • Con il documento aperto, clicca su File nel menu in alto.
  • Scorri verso il basso e seleziona Impostazione pagina.

Ti comparirà una finestra dove inserire i valori per i margini Superiore, Inferiore, Sinistro e Destro. Google Docs, però, non ha una funzione nativa per i margini speculari. Questo lo rende un po' meno pratico se devi creare un'impaginazione complessa per una stampa fronte-retro professionale, tienilo a mente.

💡 Consiglio Tesify
Quando hai trovato la combinazione di margini perfetta richiesta dal tuo ateneo, salva il file vuoto come modello. La prossima volta che dovrai scrivere un documento accademico, partirai già da una base corretta senza dover rifare tutto da capo. Su Tesify, per esempio, offriamo template pre-impostati per aiutarti a partire con il piede giusto.

Gestire i margini su LibreOffice Writer

LibreOffice Writer è un'alternativa open source fantastica, potente e totalmente gratuita. La gestione dei margini è molto simile a quella di Word e ti offre un controllo totale.

Ecco i passaggi per definire i tuoi margini:

  • Dal menu principale, vai su Formato.
  • Scegli la voce Stile di pagina….
  • Nella finestra che si apre, assicurati di essere nella scheda Pagina.

Lì troverai i campi per impostare i margini. Anche LibreOffice gestisce benissimo la stampa fronte-retro: dal menu "Layout di pagina", devi solo scegliere Speculare. Proprio come su Word, vedrai i campi cambiare in "Interno" ed "Esterno", pronti per accogliere il margine più largo per la rilegatura.


📌 In sintesi:

  • Leggi prima le linee guida. Non toccare nulla prima di avere sottomano i valori esatti richiesti dal tuo corso.
  • Usa i margini speculari (o "su due lati"). Se stampi fronte-retro, non è un'opzione, è un obbligo per un lavoro pulito.
  • Imposta tutto prima di iniziare. Definire i margini su un documento vuoto è un lavoro da due minuti. Farlo dopo aver scritto 100 pagine può trasformarsi in un incubo.

Gestire l'impaginazione avanzata con LaTeX

Se frequenti una facoltà scientifica come ingegneria, informatica, fisica o matematica, è quasi una certezza che tu stia scrivendo la tua tesi con LaTeX. Certo, l'impatto iniziale può spaventare: sembra quasi un linguaggio di programmazione. Ma quando arriva il momento di definire i margini della tesi di laurea, la sua precisione chirurgica non ha rivali.

A differenza dei word processor classici, con LaTeX non si "trascina" nulla. Si definisce tutto tramite codice. Questo approccio garantisce una coerenza granitica in tutto il documento, a prova di click sbagliato. In discipline dove il rigore scientifico è tutto, avere un controllo così totale sull'impaginazione non è un dettaglio, ma una necessità.

Diagramma e codice LaTeX per configurare i margini di rilegatura (binding offset) in un documento.

Il pacchetto geometry: il tuo migliore amico per l'impaginazione

Il vero cuore della gestione dei margini in LaTeX è il pacchetto geometry. È la prima cosa da includere nel preambolo del tuo file .tex (ovvero, tutto ciò che viene prima del comando begin{document}). Una volta richiamato, ti dà un potere quasi assoluto sulla pagina.

Bastano poche righe di codice per definire ogni aspetto:

  • a4paper: Specifica il formato del foglio, quello standard che userai per la stampa.
  • twoside: Un comando fondamentale. Dice a LaTeX che stamperai fronte-retro, e lui si occuperà di invertire i margini interni ed esterni in automatico sulle pagine pari e dispari.
  • bindingoffset: Il tuo asso nella manica per la rilegatura. Aggiunge uno spazio extra sul lato interno senza toccare la larghezza della gabbia del testo. Geniale.

Questo approccio "programmatico" può sembrare strano all'inizio, ma è ciò che garantisce un risultato finale tipograficamente impeccabile e professionale.

Nelle facoltà scientifiche, la precisione non è un optional. Un layout pulito e rigoroso comunica affidabilità ancora prima di leggere il contenuto. LaTeX è lo strumento che trasforma le tue intenzioni in un prodotto finale coerente e senza sbavature.

Questa attenzione al dettaglio è un vero e proprio marchio di fabbrica del mondo accademico STEM. Pensa che, secondo il più recente rapporto sul profilo dei laureati italiani pubblicato da AlmaLaurea, le tesi dei gruppi disciplinari scientifici e ingegneristici sono quelle che più spesso includono analisi quantitative complesse, dove la presentazione dei dati deve essere impeccabile. Uno strumento come LaTeX diventa quindi indispensabile.

Un esempio di codice commentato, pronto all'uso

Passiamo alla pratica. Ecco un frammento di codice da copiare e incollare nel preambolo del tuo documento LaTeX per impostare margini asimmetrici perfetti per la rilegatura.

% Includi il pacchetto geometry con le opzioni base
usepackage[a4paper, twoside]{geometry}

% Ora imposta i margini specifici
geometry{
  left=3.5cm,      % Margine interno, più largo per la rilegatura
  right=2.5cm,     % Margine esterno
  top=2.5cm,       % Margine superiore
  bottom=2.5cm,    % Margine inferiore
  bindingoffset=0.5cm % Spazio extra per la rilegatura, che si aggiunge al margine interno
}

Con questo semplice blocco, e grazie all'opzione twoside, LaTeX applicherà il margine più ampio sempre sul lato della rilegatura. Semplice, pulito e infallibile. Ricorda che anche il frontespizio ha le sue regole, ma per fortuna LaTeX permette di gestirlo con una pagina a sé. Per farti un'idea, puoi dare un'occhiata a un esempio di frontespizio per la tesi per vedere come va strutturato.


📌 In sintesi:

  • LaTeX offre un controllo preciso e programmatico sui margini, ideale per le discipline scientifiche.
  • Il pacchetto geometry è lo strumento chiave: permette di definire ogni aspetto della pagina tramite codice.
  • Comandi come twoside e bindingoffset automatizzano la gestione dei margini per la stampa fronte-retro e la rilegatura, garantendo un risultato professionale.

Gli altri elementi di formattazione che fanno la differenza

Avere i margini della tesi impostati a regola d'arte è il primo passo, ma una vera impaginazione professionale non si ferma certo qui. Sono i dettagli, spesso trascurati, a trasformare un buon elaborato in un lavoro di ricerca impeccabile.

Pensa a questi elementi come ai tocchi finali di un artigiano. Danno coerenza, ordine e leggibilità a tutto il documento. E credici, sono dettagli che la commissione noterà, perché dimostrano una cura che va ben oltre la semplice stesura dei contenuti.

Intestazioni e piè di pagina: la tua bussola nel testo

L'intestazione e il piè di pagina sono quegli spazi, in alto e in basso, che si ripetono in quasi tutte le pagine. Non sono quasi mai obbligatori, ma il nostro consiglio spassionato è di usarli sempre. Aiutano chi legge a orientarsi e danno un aspetto molto più curato.

Cosa metterci? Nel piè di pagina, l'elemento che non può assolutamente mancare è il numero di pagina, di solito posizionato in basso a destra o al centro. Nell'intestazione, invece, potresti inserire il titolo del capitolo oppure il tuo nome e cognome.

Un piccolo trucco da professionista: Imposta intestazioni diverse per le pagine pari e dispari. Potresti mettere il titolo della tesi a sinistra (pagine pari) e il titolo del capitolo che si sta leggendo a destra (pagine dispari). L'effetto è davvero elegante e professionale.

Gestire la numerazione delle pagine come si deve

Attenzione, la numerazione delle pagine non è così semplice come sembra. Esiste una convenzione accademica, seguita dalla maggior parte delle università italiane, che distingue nettamente le sezioni preliminari dal corpo vero e proprio della tesi.

  • Numeri romani (i, ii, iii…): Si usano per tutte le pagine che precedono l'introduzione. Parliamo quindi di indice, abstract, dediche o ringraziamenti. Ricorda: il frontespizio non va mai numerato, anche se conta nel totale.
  • Numeri arabi (1, 2, 3…): La numerazione riparte da 1 con la prima pagina del primo capitolo (o dell'introduzione) e continua fino all'ultima pagina, includendo bibliografia, sitografia e appendici.

Questa distinzione non è un vezzo, ma un modo per separare formalmente le parti introduttive dal cuore pulsante della tua ricerca.

Pagine bianche di cortesia e la checklist finale

Infine, un dettaglio che pochi considerano: il potere di una pagina bianca. Inserirne una prima di ogni nuovo capitolo è una scelta stilistica di grande effetto. Crea una pausa visiva, dà "respiro" al testo e segnala in modo netto l'inizio di una nuova sezione.

Una volta che hai sistemato anche questi aspetti, la tua impaginazione è quasi pronta per la stampa. Se vuoi scavare ancora più a fondo e scoprire altri trucchi del mestiere, la nostra guida completa su come impaginare una tesina ti darà tutti gli spunti che ti servono per un risultato perfetto.

La checklist prima della stampa

Usa questa lista per essere sicuro al 100% di non aver dimenticato nulla.

  • Margini ok? Hai controllato le linee guida del tuo ateneo e impostato i valori corretti?
  • Margine di rilegatura sufficiente? Hai lasciato abbastanza spazio (minimo 3 cm) sul lato sinistro per non "mangiarti" il testo?
  • Numerazione coerente? I numeri sono al posto giusto e seguono lo schema romano/arabo come da manuale?
  • Intestazioni e piè di pagina a posto? Sono presenti, uniformi e non creano problemi di layout?
  • Pagine bianche strategiche? Hai inserito le pagine di cortesia per separare i capitoli e le sezioni principali?

FAQ: I dubbi più comuni sui margini della tesi di laurea

È normale avere qualche incertezza quando si parla di margini e impaginazione. Dopotutto, sono dettagli tecnici che possono fare la differenza. Noi di Tesify abbiamo raccolto le domande più frequenti che gli studenti ci pongono, con risposte pratiche per non lasciare nulla al caso.

Che succede se imposto i margini sbagliati?

Le conseguenze possono essere più fastidiose di quanto si pensi. Un errore nei margini, soprattutto quello interno, significa che in fase di stampa il testo potrebbe finire "mangiato" dalla rilegatura, diventando illeggibile. Ma non è solo un problema pratico. Una tesi impaginata male dà subito un'impressione di trascuratezza. La commissione potrebbe vederla come una mancanza di attenzione ai dettagli e, nel peggiore dei casi, la segreteria potrebbe rifiutare la copia, costringendoti a rifare la stampa da capo con una spesa extra e lo stress dell'ultimo minuto.

I margini del frontespizio sono uguali al resto della tesi?

Di solito no, il frontespizio fa storia a sé. È una pagina con una sua struttura ben precisa, spesso con margini più ampi e senza numero di pagina, per dare il giusto risalto al titolo, al tuo nome e a quello del relatore. Il nostro consiglio spassionato è uno solo: non improvvisare. Controlla sempre se il tuo ateneo (che sia l'Università di Torino, La Sapienza o qualsiasi altra) mette a disposizione un modello ufficiale. Usare quello ti salva da ogni possibile errore.

Dove trovo le regole ufficiali del mio ateneo sui margini della tesi?

La via più sicura è sempre il sito web ufficiale. Cerca nel portale del tuo corso di laurea o della tua facoltà, di solito in una sezione chiamata "Esame di Laurea", "Prova Finale" o "Norme redazionali tesi". Se non trovi nulla, non esitare a contattare la segreteria studenti. E, ovviamente, il tuo relatore è una risorsa preziosissima anche per questi aspetti pratici. Chiedere è sempre meglio che sbagliare.

Devo usare margini diversi per la versione digitale e quella stampata?

No, la cosa migliore è mantenere la coerenza e usare gli stessi margini per entrambe. Anche se la versione in PDF non ha bisogno di un margine di rilegatura fisico, impostare il documento fin da subito pensando alla stampa ti semplifica enormemente la vita. In questo modo avrai un unico file, perfetto sia per la consegna digitale che per la tipografia. Niente modifiche all'ultimo secondo, niente panico. Un solo layout, zero problemi.


📌 Riepilogo finale:

  • I margini sono un requisito tecnico e di professionalità, non un dettaglio estetico.
  • Il margine sinistro è il più importante (min. 3 cm) per la rilegatura.
  • Verifica sempre le linee guida del tuo ateneo prima di iniziare.
  • Usa le funzioni "margini speculari" (Word) o twoside (LaTeX) per la stampa fronte-retro.
  • Non dimenticare intestazioni, piè di pagina e la corretta numerazione (romana per le parti iniziali, araba per il testo).

Se ti senti ancora perso tra margini, indici e note a piè di pagina, dai un'occhiata a Tesify. La nostra piattaforma è pensata proprio per guidarti in ogni fase, dalla struttura del discorso fino a un'impaginazione a prova di commissione, con template pronti all'uso e un editor intelligente che ti aiuta a rispettare tutte le norme accademiche senza stress.

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