Sei all'ultimo capitolo del tuo percorso universitario e una domanda ti ronza in testa: "Che tipo di tesi dovrei scegliere?". Sei di fronte a un bivio cruciale, soprattutto quando senti parlare di tesi compilativa (o teorica) da una parte e sperimentale (o di ricerca) dall'altra.
La prima si basa sull'analisi critica di fonti già esistenti, un'immersione profonda nella letteratura accademica. La seconda, invece, ti chiede di "sporcarti le mani" con una ricerca originale, raccogliendo e analizzando dati nuovi di zecca. Ma la scelta non si ferma qui.
Se ti senti un po' perso, sappi che non sei solo. È un dubbio che attanaglia migliaia di studenti in tutta Italia, dal Politecnico di Milano all'Università di Palermo. La decisione tra una tesi sperimentale, una compilativa o magari una progettuale non influenza solo il tuo voto finale, ma può davvero dare una direzione alla tua carriera.
Pensaci: non è solo un "compito" da consegnare, ma il progetto che corona anni di studio e fatica. È la tua occasione per approfondire ciò che ti appassiona e mostrare cosa sai fare. In questa guida, noi di Tesify ti daremo una bussola per navigare tra le varie opzioni, trasformando quella che ora sembra una scelta piena d'ansia in un'opportunità strategica.

📋 IN BREVE
In questo articolo scoprirai:
- Le differenze chiave tra una tesi compilativa e una sperimentale, con esempi concreti.
- Quali altre tipologie di tesi esistono, come la progettuale o la rassegna sistematica.
- Come scegliere l'elaborato perfetto per il tuo corso di laurea, triennale o magistrale.
- Una checklist pratica per presentarti preparato al colloquio con il relatore.
⏱️ Tempo di lettura: 12 minuti
Alla fine avrai tutto quello che serve per scegliere con consapevolezza il tipo di tesi più adatto a te e iniziare il tuo lavoro finale con il piede giusto.
Tesi compilativa vs. Tesi sperimentale: il primo grande bivio
La prima, grande decisione che ti troverai ad affrontare è proprio questa: che tipo di approccio vuoi dare al tuo elaborato finale? Vuoi esplorare, analizzare e riorganizzare la conoscenza che già esiste, oppure preferisci rimboccarti le maniche per crearne di nuova? È qui che si gioca la partita fondamentale tra i due principali tipi di tesi: la compilativa e la sperimentale.
Pensa alla tesi compilativa – che potresti sentire chiamare anche bibliografica o teorica – come a un'indagine investigativa. Il tuo compito sarà raccogliere indizi da fonti già esistenti (libri, paper scientifici, saggi), analizzarli con occhio critico e collegarli per costruire un'argomentazione solida e, soprattutto, originale. Non fraintendere: non si tratta di fare un semplice riassunto, ma di un'immersione profonda nella letteratura per far emergere una prospettiva nuova, un punto di vista che prima non c'era.
La tesi sperimentale (o di ricerca), invece, ti trasforma in un vero e proprio esploratore. L'obiettivo qui è avventurarsi in territori sconosciuti, che sia attraverso esperimenti in laboratorio, raccolta di dati sul campo, interviste o analisi quantitative complesse. Il cuore del tuo lavoro sarà la produzione di risultati inediti, dati nuovi di zecca che andranno ad aggiungere un piccolo, ma significativo, tassello alla conoscenza nel tuo campo di studi.
Ogni percorso ha le sue sfide e ti permette di sviluppare competenze molto diverse. La scelta, quindi, dipende tantissimo da te: dalle tue inclinazioni, dal tuo corso di laurea e, realisticamente, dal tempo che hai a disposizione.
Confronto dei due approcci
Questa infografica ti aiuta a visualizzare subito le differenze chiave in termini di impegno richiesto, competenze che svilupperai e profilo ideale dello studente.

Come puoi notare, la tesi sperimentale di solito richiede un impegno orario maggiore, spesso dettato dai ritmi del laboratorio o dai tempi necessari per la raccolta dati, ma in cambio ti fa sviluppare competenze pratiche molto ricercate nel mondo del lavoro.
In sostanza, la scelta si riduce a una domanda fondamentale: "Voglio diventare un esperto critico di un argomento esistente o voglio generare dati completamente nuovi?". Non esiste una risposta giusta in assoluto, ma solo quella giusta per te.
Quale percorso fa per te?
Se ami la ricerca teorica, ti perdi volentieri tra le pagine dei libri e ti senti a tuo agio nel sintetizzare concetti complessi, allora la tesi compilativa potrebbe essere la tua strada ideale. È un'opzione eccellente in discipline umanistiche come Lettere, Filosofia o Giurisprudenza, ma è molto comune anche nelle lauree triennali, dove l'obiettivo è dimostrare di aver raggiunto una piena maturità critica.
Se, al contrario, sei una persona pratica, una di quelle che amano "sporcarsi le mani" e sono affascinate dal processo di scoperta, allora l'approccio sperimentale è quasi certamente quello che fa per te. Questo tipo di tesi è la norma in facoltà scientifiche come Biologia, Chimica, Psicologia o Ingegneria. Se ti riconosci in questo profilo, potrebbe esserti molto utile la nostra guida su come strutturare una relazione di laboratorio, una competenza cruciale per questo percorso.
📌 In sintesi:
- Tesi compilativa: Ideale se ami l'analisi teorica e la sintesi critica delle fonti.
- Tesi sperimentale: Perfetta se sei pratico, metodico e vuoi produrre dati originali.
- La scelta dipende da: tue inclinazioni personali, requisiti del corso di laurea e tempo a disposizione.
- Non esiste una tesi "migliore": esiste solo quella giusta per valorizzare le tue capacità.
Un'analisi approfondita dei tipi di tesi
Quando si parla di tesi, spesso si pensa alla classica distinzione tra compilativa e sperimentale. La realtà, però, è molto più ricca e sfaccettata. A seconda della facoltà e del corso di laurea, esistono diversi tipi di tesi, ognuno con un approccio, un metodo e un obiettivo specifici.
Capire bene queste differenze è un passo cruciale. Ti permette di scegliere il percorso che non solo ti accende la curiosità, ma che mette anche in luce le competenze che hai faticosamente costruito negli anni di studio. Vediamo insieme quali sono le tipologie più comuni in cui potresti imbatterti.

La tesi compilativa in dettaglio
Liquidarla come un semplice "riassuntone" è un errore comune e ingiusto. Una tesi compilativa fatta bene è un lavoro di grande spessore: un'analisi critica e argomentata di tutto ciò che è stato scritto su un certo argomento. Il tuo contributo non sarà generare dati nuovi, ma creare connessioni originali tra le fonti, proporre una chiave di lettura inedita o fare ordine in un dibattito particolarmente intricato.
Il cuore di questo lavoro sta nella tua capacità di sintesi e di critica. Per riuscirci, devi diventare un maestro della ricerca bibliografica. Se senti di dover affinare questa abilità, la nostra guida completa sulla ricerca bibliografica per la tesi è il punto di partenza ideale.
Un esempio pratico? Immagina uno studente di Storia Contemporanea all'Università di Bologna che analizza come i quotidiani italiani hanno raccontato un evento storico. Mettendo a confronto le diverse testate dell'epoca, potrebbe far emergere narrazioni contrastanti, svelando le diverse agende politiche del tempo.
La tesi sperimentale passo dopo passo
Come abbiamo accennato, la tesi sperimentale ti lancia direttamente sul campo, trasformandoti in un vero e proprio ricercatore. È un percorso che richiede rigore e un metodo di ferro, scandito da fasi ben precise.
- Formulazione dell'ipotesi: Tutto inizia con una domanda di ricerca chiara, una supposizione che puoi verificare.
- Definizione del metodo: Qui decidi gli strumenti e le procedure per raccogliere i dati. Saranno esperimenti in laboratorio? O forse questionari e interviste?
- Raccolta dati: È la fase operativa, il momento di "sporcarsi le mani".
- Analisi statistica: I dati grezzi, da soli, dicono poco. Vanno elaborati con software specifici (come SPSS o R) per capire se la tua ipotesi iniziale regge.
- Discussione dei risultati: Infine, interpreti i risultati, li confronti con la letteratura esistente e rifletti sui limiti e le implicazioni della tua ricerca.
Un aspetto fondamentale della tesi sperimentale è la replicabilità. Un altro ricercatore, seguendo esattamente il tuo metodo, dovrebbe poter arrivare a risultati simili. Questo è uno dei pilastri del metodo scientifico, come sottolineato da qualsiasi manuale di metodologia della ricerca.
La tesi progettuale: un approccio creativo
Se studi Architettura, Design o Ingegneria, probabilmente ti scontrerai con questa tipologia. La tesi progettuale ha un fine concreto: creare qualcosa di nuovo. Può essere un prototipo, un modello architettonico, un software, un business plan o persino una campagna di comunicazione.
In questo caso, l'elaborato scritto è solo una parte del puzzle. Il pezzo forte è il progetto stesso, che va sempre accompagnato da una relazione tecnica dettagliata. Questo documento serve a spiegare le fasi di sviluppo, le scelte che hai fatto e perché il tuo progetto è innovativo.
Facciamo un esempio: Uno studente di Ingegneria Informatica del Politecnico di Torino potrebbe sviluppare un'app per la gestione della raccolta differenziata, documentando ogni passaggio: dal coding al testing, fino all'implementazione finale.
La tesi di rassegna sistematica
Sempre più diffusa, specialmente in ambito medico e scientifico, la rassegna sistematica (o systematic review) è un lavoro metodologicamente molto rigoroso. A differenza di una tesi compilativa classica, qui si segue un protocollo rigidissimo (come il PRISMA) per trovare, valutare e riassumere tutti gli studi scientifici rilevanti su una precisa domanda di ricerca. L'obiettivo è produrre una sintesi completa e imparziale delle prove scientifiche disponibili, minimizzando ogni possibile distorsione. È un lavoro di fino, che richiede una precisione quasi maniacale.
💡 Consiglio Tesify
Qualunque sia la tua scelta, l'organizzazione è tutto. Usa la funzione Smart Guide di Tesify per costruire una struttura solida fin dal primo giorno. Il nostro strumento ti aiuta a definire capitoli e paragrafi, dandoti una checklist su misura per ogni sezione. Così non perderai mai di vista i tuoi obiettivi, rispettando sempre le normative accademiche.
📌 In sintesi:
- Tesi compilativa: Analisi critica e sintesi originale di fonti esistenti.
- Tesi sperimentale: Produzione di dati nuovi attraverso un metodo scientifico rigoroso.
- Tesi progettuale: Creazione di un artefatto concreto (software, prototipo, piano).
- Rassegna sistematica: Sintesi metodica e imparziale della ricerca scientifica su un tema.
Scegliere la tesi giusta per il tuo corso di laurea
La primissima domanda da porsi non riguarda tanto l'argomento, quanto le aspettative del tuo corso di laurea. Sembra banale, ma è il punto di partenza. Non esiste la tesi "migliore" in assoluto; esiste solo quella giusta per il tuo percorso, il tuo livello di studi e le tue ambizioni.
Le regole del gioco, infatti, cambiano parecchio a seconda del traguardo. Per una tesi di laurea triennale, di solito, l'obiettivo è dimostrare di aver assimilato le basi della materia e di saperle organizzare con chiarezza. Per questo motivo, una tesi compilativa fatta bene è spesso la strada più sicura e apprezzata.
Con la tesi magistrale, l'asticella si alza. Qui si entra nel campo del contributo personale. Devi far vedere che sai andare oltre la semplice sintesi delle fonti, portando un pizzico di originalità. Potrebbe essere un'analisi critica con una prospettiva inedita, un piccolo esperimento o lo sviluppo di un progetto concreto.

Ogni facoltà ha la sua "lingua"
Non solo il livello, ma anche l'ambito di studi detta le sue regole non scritte. Allinearsi alle consuetudini del proprio settore è fondamentale per non partire con il piede sbagliato.
- Discipline Umanistiche (Lettere, Filosofia, Storia): Qui, la regina indiscussa è la tesi compilativa, che però non significa "copia e incolla". Si tratta di un'analisi critica delle fonti, un'interpretazione ragionata di un autore, un'epoca o un concetto filosofico. Contano l'argomentazione e la profondità di lettura.
- Discipline Giuridico-Economiche: Anche in facoltà come Giurisprudenza o Economia la base è spesso teorica, fondata sull'analisi di normative, sentenze o modelli economici. Stanno però prendendo sempre più piede tesi più pratiche, che analizzano casi studio specifici (i cosiddetti case study) o che si basano su analisi quantitative di dati reali.
- Discipline Scientifiche e Tecniche (Ingegneria, Informatica, Fisica): In questi campi si gioca un'altra partita. La tesi sperimentale o progettuale è quasi sempre la norma. L'obiettivo è produrre qualcosa di tangibile e nuovo, che sia un software, i risultati di un esperimento di laboratorio o un prototipo.
Ricorda sempre che la tesi non è solo l'ultimo esame. È un vero e proprio ponte verso il tuo futuro. Una tesi sperimentale può aprirti le porte di un dottorato, mentre una tesi progettuale su un caso aziendale concreto può diventare il miglior biglietto da visita da presentare a un colloquio di lavoro.
Come arrivare preparato dal relatore
Andare a parlare con un professore senza avere la minima idea di cosa proporre è l'errore più comune. Presentarsi con una proposta già abbozzata e ragionata, invece, dimostra maturità e serietà, e mette il docente nella condizione migliore per aiutarti.
✅ Checklist Pre-Relatore
- Cosa mi interessa davvero? Scegli un argomento che ti appassiona. Dovrai conviverci per mesi, meglio che ti piaccia.
- Quanto tempo ho realisticamente? Sii onesto con te stesso. Una tesi sperimentale richiede molto più tempo di una compilativa.
- Quali sono i miei punti di forza? Sfrutta le tue competenze. Sei un drago con le statistiche? Sei un topo di biblioteca bravissimo a scovare fonti introvabili?
- Cosa voglio fare "da grande"? Punti alla ricerca accademica o vuoi entrare subito in azienda? La tesi può darti una mano in entrambe le direzioni.
- Ho già in mente una struttura? Non serve un piano dettagliato, ma avere un'idea di massima sull'organizzazione del lavoro è un enorme vantaggio. Se sei in difficoltà, dai un'occhiata a qualche guida su come si imposta un esempio di indice per la tesi di laurea; ti schiarirà le idee.
La tesi di dottorato: un mondo a parte
Se pensavi che la tesi magistrale fosse la fine del percorso, preparati: quella di dottorato è un'altra partita. Non è più solo un elaborato, ma il culmine di un viaggio di ricerca che può durare anni. È il progetto che ti consacra come ricercatore, una persona in grado di aggiungere un pezzo nuovo e autonomo al puzzle della conoscenza.
La parola d'ordine qui è originalità. Scordati le sintesi e le analisi critiche, per quanto brillanti. Un dottorato richiede un passo avanti, un contributo concreto e inedito al tuo settore. Che si tratti di una scoperta, di una teoria mai formulata o di una soluzione innovativa a un problema noto, il tuo lavoro deve lasciare un segno.
La tesi di dottorato non si limita a commentare il sapere esistente: lo espande. Come affermano le linee guida del MIUR, deve rappresentare "un contributo originale alla conoscenza".
Un orizzonte sempre più internazionale
Ovviamente, la forma che prenderà il tuo lavoro dipende dal campo di studi. In filosofia, potrebbe essere un saggio teorico che scava a fondo nel pensiero di un autore; in fisica, il resoconto di un complesso esperimento condotto in un laboratorio all'avanguardia.
Un aspetto che accomuna sempre più i dottorati moderni, però, è il loro respiro internazionale. L'inglese è diventato la lingua franca della ricerca, dalla scrittura alla discussione finale. Secondo dati del Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR), la percentuale di dottorandi internazionali negli atenei italiani è in costante crescita, segno di un sistema accademico sempre più globale.
Il rigore metodologico prima di tutto
Qualunque sia la tua disciplina, c'è un elemento non negoziabile: il rigore metodologico. Ogni singola affermazione deve poggiare su prove solide, ogni esperimento deve essere replicabile, ogni citazione dev'essere precisa al millimetro. La tesi di dottorato non è solo un traguardo accademico; è una dichiarazione di integrità scientifica.
Gestire un progetto così complesso è una sfida enorme. Ecco perché strumenti avanzati, inclusi quelli basati sull'intelligenza artificiale, possono fare davvero la differenza. Se ti trovi in questa fase, la nostra guida su come affrontare una tesi di dottorato assistita con l'intelligenza artificiale può darti spunti preziosi per usare la tecnologia in modo etico ed efficace.
Dalla scrittura alla discussione: gli aspetti pratici
Hai messo il punto finale all'ultimo capitolo. La ricerca è conclusa, la scrittura quasi. E adesso? Dopo aver scalato la montagna della stesura, ti trovi di fronte a un percorso nuovo: quello degli aspetti pratici e burocratici. Potrebbe sembrarti una fase secondaria, ma è fondamentale per tagliare il traguardo senza stress.
Le procedure di consegna oggi
Il primo passo concreto è la consegna della tesi. Per fortuna, i tempi delle mille copie cartacee sono quasi ovunque un ricordo. La maggior parte degli atenei italiani, da Nord a Sud, ha ormai abbracciato la consegna esclusivamente in formato digitale tramite i portali di segreteria online, una scelta che ha reso tutto il processo molto più snello e veloce.
Questo approccio moderno non riguarda solo le tesi triennali o magistrali. Anche nel mondo del dottorato, la valutazione finale va ben oltre il singolo elaborato. La tesi, infatti, è solo un pezzo di un puzzle più grande, un portfolio di ricerca che spesso include le pubblicazioni scientifiche prodotte durante gli anni di studio.
Tanto per farti un'idea, all'Università di Padova, il Dipartimento di Scienze Statistiche usa un sistema a punteggio in cui le pubblicazioni possono valere fino a 60 punti su 100. Se vuoi approfondire, trovi i dettagli su come viene strutturata la valutazione del percorso di dottorato sul sito dell'ateneo. Questo ti fa capire come l'elaborato finale sia la sintesi di un profilo accademico molto più complesso.
💡 Consiglio Tesify
Ricorda: la discussione della tesi non è un esame, ma la presentazione del TUO lavoro. Per trasformare la normale ansia in sicurezza, prepara una presentazione chiara e sintetica, andando dritto ai punti salienti. Usa la funzione "Riassumi Capitolo" di Tesify per estrarre subito i concetti chiave e costruire un discorso che faccia brillare i mesi di fatica.
Domande Frequenti (FAQ) sui Tipi di Tesi
Abbiamo messo insieme le domande che, per esperienza, sappiamo essere le più comuni tra gli studenti che si trovano a scegliere la tesi. Ecco qualche risposta diretta per sciogliere gli ultimi dubbi.
Quanta fatica in più richiede una tesi sperimentale rispetto a una compilativa?
Generalmente, una tesi sperimentale richiede un maggiore investimento di tempo e può essere meno flessibile, a causa degli orari di laboratorio o dei tempi di raccolta dati. Tuttavia, una tesi compilativa di alta qualità richiede un enorme lavoro di lettura, analisi critica e scrittura originale, quindi non va sottovalutata.
È possibile cambiare tipo di tesi dopo aver iniziato?
Sì, ma è una decisione da prendere il prima possibile e sempre in accordo con il tuo relatore. Cambiare da un approccio compilativo a uno sperimentale a metà percorso può essere complesso e rischia di allungare i tempi di laurea. La comunicazione tempestiva con il docente è fondamentale.
Il tipo di tesi può influenzare il voto finale?
Sì, in alcuni atenei le tesi sperimentali o di ricerca possono ricevere un punteggio aggiuntivo maggiore per premiare l'originalità e il rigore metodologico. Tuttavia, una tesi compilativa eccezionale, che dimostra una profonda capacità critica e una sintesi brillante, può raggiungere il massimo dei voti. La qualità del lavoro è sempre il fattore decisivo.
Quali sono i tipi di tesi più comuni per una laurea triennale?
Per la laurea triennale, l'elaborato finale più comune è la tesi compilativa. L'obiettivo è dimostrare la padronanza della materia e la capacità di organizzare le conoscenze in modo critico e coerente. In alcuni corsi di studio più tecnici, può essere richiesta una breve relazione su un progetto o un tirocinio.
Riepilogo e prossimi passi
Scegliere il tipo di tesi giusto è il primo, grande passo verso il successo del tuo progetto finale.
Ecco cosa abbiamo visto insieme:
- Tipi principali: La grande divisione è tra tesi compilativa (analisi di fonti) e sperimentale (produzione di dati originali).
- Altre opzioni: Esistono anche tesi progettuali (creazione di un prodotto) e rassegne sistematiche (sintesi rigorosa della ricerca).
- Fattori decisivi: La scelta dipende dal tuo corso di laurea (triennale vs. magistrale), dalla tua facoltà e dalle tue aspirazioni professionali.
- Il ruolo del relatore: È fondamentale arrivare preparati al colloquio, con un'idea chiara e realistica del lavoro che vuoi intraprendere.
Ora hai una mappa chiara per orientarti. Il prossimo passo? Usa la nostra checklist per prepararti al meglio, parla con i docenti e scegli il percorso che ti appassiona di più.
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